“Arrivano i Dunque”, il palco di Ferento diventa l'”asta dei pensieri” con cui Alessandro Bergonzoni incanta il pubblico

di Sara Grassotti

Alessandro Bergonzoni-Ferento

“Un’asta dei pensieri. Cerco il miglior (s)offerente per mettere all’incanto il verso delle cose: magari d’uccello o di poeta. Parto dallo sproposito, per la rifusa, con la congiungivite, varco il fraintendere, fino all’unità dismisura, tra arte e sorte, fiamminghi e piromani, van Gogh e Bangkok, bene e Mahler, sangue fuori mano e stigmate, stigmate e astigmatici, Dalì fino Allah”. E’ l’inizio di Arrivano i Dunque (Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca), spettacolo di Alessandro Bergonzoni andato in scena la sera di mercoledì 15 luglio nello splendido Teatro Romano di Ferento.

L’autore e attore bolognese ipnotizza per 100 minuti la platea e con la sua inconfondibile cifra stilistica, fatta di giochi di parole e ironia sferzante, costruisce dimensioni altre polverizzando i confini del linguaggio e degli schemi sociali. Il tutto filtrato attraverso un concetto nuovo: la “crealtà”, ossia l’approccio a immaginare una realtà diversa rispetto a quella che inizia a farsi stretta, declinandola verso un futuro più accogliente e inclusivo dove nessuno resti indietro e dove guerre e violenze tolgano finalmente il disturbo, lasciando spazio alla coesistenza pacifica tra esseri che si riconoscono come simili.

Bergonzoni si muove intorno al “tavolo delle trattative”, unico elemento scenico, scende fra il pubblico, sposta ragionamenti e punti di vista e si trasforma in un “sollevatore di questioni”. Ogni battuta è una domanda sul presente a cui fanno eco originali punti di vista, sempre calibrati dal suo appassionato impegno civile. La chiosa finale dello spettacolo, con l’attore che esorta gli spettatori con l’imperativo “Sbellichiamoci!”, nel senso di “ridiamo a crepapelle” ma – unendo il verbo alla parola latina bellum ossia guerra – ne rivoluziona il significato aggiungendo “e smettiamo di fare le guerre”. Un messaggio indispensabile, da ripetere ovunque in questo complicatissimo presente, martoriato da oltre 30 conflitti attivi e con più di 20 aree di crisi su scala mondiale.

Alessandro Bergonzoni-Ferento-d

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI