Alberto Catena rimarrà un bell’esempio per tutti

Il 30 maggio mattina , nelle scuole del suo paese, il 20enne bassanese – promessa del nuoto – è stato calorosamente ed affettuosamente ricordato. Non sono mancati, in platea, momenti di grande commozione. Al primo piano della Luigi Pellegrini, proprio nello stesso istituto da lui frequentato, alla presenza dei referenti di plesso, dei genitori Cristina e Stefano, della sorella Aurora, dei professori, alcuni dei quali lo hanno avuto come allievo, degli studenti delle classi terze, dei tecnici e dei compagni della Manziana Acquatica, la società dove il giovane di Santa Maria dei Monti faceva nuoto, tutti hanno speso parole di riguardo per questo ragazzone dalle spalle larghe, dal coraggio smisurato e dall’animo buono.
La cui scomparsa, prematura, non ha lasciato indifferenti i suoi concittadini che gli hanno voluto tributare un omaggio.
Quello che ha colpito molto di Alberto è stato il carattere e la voglia di vivere fino alla fine.
Malgrado stesse lottando da tempo contro una malattia, egli non solo “non getto mai la spugna” ma praticava sport con regolarità, partecipando anche alle gare, schernendo il male oscuro arrivando sempre e comunque alla fine.
Con i ragazzi delle ultime classi in religioso silenzio, evidentemente colpiti dal clima che si respirava in Via San Gratiliano, l’evento è stato introdotto da Alfredo Boldorini, promotore della manifestazione, che non solo ha ripercorso le tappe organizzative dell’evento, pensato subito dopo i funerali del 30 dicembre, ma ha tenuto a sottolineare il perché, il senso, di questo appuntamento: “il messaggio che ci ha lasciato Alberto non poteva cadere nel vuoto. Ringrazio tutti per la collaborazione in special modo Cristina, Aurora e Stefano”.
Subito dopo ha preso la parola l’insegnante di educazione motoria Alessandra Trapè che, accompagnata dal collega Jacopo Carloni, ha, in qualche modo, fatto gli onori di casa.
Poi è stata la volta di Federica Manoni, insegnante di religione, che con un commossa testimonianza ha tracciato la sua figura. “Alberto – ha ricordato – era un ragazzo semplice, gentile e pacifico. Ma possiamo dire anche che lui era soprattutto un ragazzo coraggioso, in grado di affrontare gli ostacoli che la malattia gli ha posto davanti senza mai gettare la spugna. La malattia infatti non contiene in se stessa la parola fine. E Alberto non ha ignorato il male, ma ha sempre visto il bene in ogni cosa. E’ stata proprio questa la sua forza! Di lui – ha aggiunto Federica Manoni – ho un ricordo di quanto frequentava questa scuola, di quando era studente, il suo bisogno di appartenenza, la ricerca degli amici e la sua capacità di spendersi per gli altri. Questo lo faceva sentire al sicuro. Attitudine questa espressa egregiamente nello sport attraverso la scelta nella specialità del Salvamento. Mi auguro che nulla di ciò che lui ha fatto vada perduto poiché è davvero un bell’esempio per tutti, piccoli e grandi”.
Con la lavagna luminosa che proiettava a rotazione immagini di Alberto e, dietro al palco, a fare da cornice, un grande striscione collocato dai ragazzi della Manziana Acquatica “Bebo, sempre con noi” poi è toccato a Stefano Sidoretti e Francesco Bartolucci – i suoi allenatori – ricordare l’Alberto Catena atleta. Presenti anche tre compagni di nuoto che lo hanno ricordato non solo in vasca ma anche e soprattutto nelle occasioni più informali con episodi simpatici. Come i video proiettati dallo stesso Sidoretti.
Al temine della cerimonia, molto partecipata e sentita, sono state consegnate due targhe al merito sportivo e comportamentale, offerte dalla famiglia Catena. I premi sono andati a Matteo Montecolle ed Aurora Liberati.

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