“Acquapendente sotto zero: strade ghiacciate e silenzio dal Comune”. E’ l’incipit della nota informativa diramata poco dopo le ore 17.00 di giovedì 1° gennaio dalle consigliere di minoranza al Comune di Acquapendente Federica Friggi e Domitilla Agostini.
“Il 2026 ad Acquapendente è iniziato con strade di ghiaccio e tanta amarezza – prosegue il comunicato -. Nella mattina del 1° gennaio, il centro storico si è trasformato in una vera e propria pista di pattinaggio, rendendo pericoloso muoversi a piedi, soprattutto per anziani e persone fragili. Dalle prime ore del mattino, intere vie del centro erano impraticabili. Ancora più grave il fatto che Ospedale e RSA risultassero difficilmente raggiungibili, proprio in una giornata in cui la sicurezza dovrebbe essere una priorità assoluta”.
“A colpire è stato il confronto – rilevano Friggi e Agostini -: le strade provinciali erano state regolarmente salate, mentre quelle comunali sono rimaste completamente ghiacciate. La domanda che si sono posti in molti è semplice: perché non è stato sparso il sale? Le previsioni meteo parlavano chiaramente di gelate e temperature sotto lo zero da giorni. L’allerta per il freddo intenso c’era, ma è stata completamente ignorata. Non c’è stata alcuna prevenzione, né una minima pianificazione per una situazione di emergenza ampiamente annunciata. Contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare, i volontari della Protezione Civile non erano stati pre-allertati. Nessuna attivazione preventiva, nessun presidio. I volontari sono stati chiamati solo dopo le 10.00 del mattino e soltanto in seguito alle innumerevoli segnalazioni e proteste dei cittadini, esasperati da una situazione ormai fuori controllo. Un intervento tardivo, quando i danni e i disagi erano già evidenti. Eppure, per regolamento, la Protezione Civile non può muoversi senza una formale attivazione da parte del Comune. Attivazione che non è arrivata per tempo”.
“Il sindaco, che per legge è l’autorità locale di Protezione Civile, ha scelto ancora una volta la strada del silenzio – concludono le due consigliere di minoranza -. Il problema non è la mancanza di mezzi. Il Comune dispone di uno spargisale di piccole dimensioni, adatto alle strade del centro storico, ma non è stato nemmeno montato, nonostante le condizioni meteo fossero note e prevedibili. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: strade pericolose, disagi diffusi e diverse persone cadute. Il costo di questa inerzia ricade interamente sui cittadini, che si sono trovati ad affrontare un’emergenza senza alcun supporto istituzionale. Ora servono risposte chiare. Perché non c’è stata prevenzione? Perché la Protezione Civile non è stata attivata per tempo? Chi risponderà dei danni e delle cadute? Acquapendente merita un’amministrazione presente e responsabile, non un Comune bloccato dal ghiaccio e dal silenzio”.






















