Il grande cuore di Bagnoregio: un esempio di civiltà che tutti i sindaci dovrebbero seguire. Salvare una vita, qualunque essa sia, non è mai un atto scontato ed è per questo che la straordinaria mobilitazione avvenuta a Bagnoregio merita il ringraziamento e l’ammirazione di tutti.
Quando un cane è rimasto gravemente ferito alle zampe posteriori in un incidente stradale, la comunità non si è girata dall’altra parte. Cittadini, volontari, forze dell’ordine e istituzioni si sono uniti in una catena di soccorso immediata, coordinata e piena di umanità. Un ringraziamento speciale va al sindaco Luca Profili per la sensibilità dimostrata. Vedere un primo cittadino che si spende in prima persona per la tutela di un animale indifeso, che ringrazia pubblicamente i soccorritori e che si impegna a tenere aggiornata la cittadinanza sulle condizioni di salute della creatura è qualcosa di raro e prezioso. Questa attenzione non è affatto scontata.
Un modello per la provincia di Viterbo.
L’episodio di Bagnoregio dovrebbe essere preso come un esempio luminoso da tutti i sindaci della provincia, troppi dei quali, purtroppo e nella maggior parte dei casi, dimostrano totale indifferenza e se ne fregano del benessere animale e delle emergenze di questo tipo. Spesso i cittadini e i volontari si scontrano con la burocrazia, il disinteresse delle istituzioni locali e la mancanza di interventi tempestivi quando un animale è in pericolo di vita. Bagnoregio ha dimostrato che quando c’è la volontà politica e l’empatia umana, le cose funzionano: le istituzioni e la Asl hanno risposto con prontezza. I cittadini e la Protezione Civile hanno collaborato senza riserve. La politica locale ha dato valore al gesto, elevandolo a principio di civiltà. Speriamo che il gesto del sindaco Profili e della sua comunità scuota le coscienze degli altri amministratori del territorio.
Rispettare e proteggere gli animali feriti non è un optional o una perdita di tempo, ma il primo indicatore del progresso sociale e culturale di un Comune. Grazie Bagnoregio, per averci ricordato cosa significa essere umani. Si ricorda che il soccorso agli animali vittime di incidenti stradali è regolato dall’articolo 189, comma 9-bis, del Codice della Strada: Chi causa l’incidente ha l’obbligo di fermarsi e garantire il tempestivo soccorso agli animali coinvolti (che si tratti di animali d’affezione, da reddito o protetti). In caso di omissione, rischia una sanzione amministrativa pecuniaria che varia da 413 a 1.658 euro. Il risvolto penale per maltrattamento di animali per omissione. Se l’automobilista investe un animale e scappa, lasciandolo agonizzante in strada senza attivare i soccorsi (ad esempio non chiamando il Servizio Veterinario dell’ASL o le forze dell’ordine), la giurisprudenza prevalente configura questa condotta omissiva come reato di maltrattamento di animali ai sensi dell’articolo 544-ter del Codice Penale.
Lasciare un animale ferito a soffrire senza cure viene considerato un comportamento che causa “acute sofferenze” ingiustificate. Le conseguenze penali sono severe: la reclusione va da 6 mesi a 2 anni insieme a una multa cumulativa da 5.000 a 30.000 euro. Aumento della pena della metà nel caso in cui l’animale dovesse morire a causa delle lesioni e della successiva mancanza di soccorso. Chi è coinvolto nell’incidente senza averlo causato ha comunque l’obbligo di attivarsi per assicurare il soccorso. Inoltre, l’articolo 177 del Codice della Strada tutela i mezzi di soccorso veterinario e di vigilanza zoofila, equiparandoli alle normali ambulanze e consentendo loro l’uso di sirene e lampeggianti blu in caso di urgenza.
La legge riconosce lo stato di necessità per chi trasporta un animale in gravi condizioni, esentando da sanzioni chi viola i limiti o le regole stradali pur di raggiungere d’urgenza una clinica veterinaria.


























