Gastroenterologia, a Viterbo un convegno su appropriatezza delle cure e screening del colon retto

Costantino Zampaletta

Individuare le terapie e gli esami più indicati per ogni paziente, migliorare il raccordo tra ospedale e territorio e rafforzare la partecipazione allo screening del tumore del colon-retto. Sono i temi al centro del convegno “Appropriatezza prescrittiva e screening in gastroenterologia”, in programma il 19 settembre 2026, nella sede di Unindustria a Viterbo.

L’iniziativa è promossa da Aigo Lazio, sezione regionale dell’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri, insieme all’unità operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva di Viterbo. Responsabili scientifici sono Costantino Zampaletta, direttore dell’unità operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’ospedale Santa Rosa e presidente AIGO Lazio, Carlotta Sacchi e Massimo Marignani.

“L’appropriatezza consiste nello scegliere una terapia o un esame sulla base del bisogno clinico della persona, delle evidenze disponibili e del rapporto tra benefici e rischi – spiega Costantino Zampaletta (nella foto) -. In gastroenterologia queste scelte richiedono un confronto costante tra specialisti e medici di medicina generale, anche per individuare le priorità e i tempi più adeguati di accesso agli accertamenti. Il convegno nasce per mettere in comune esperienze e affrontare le difficoltà che incontriamo nella pratica quotidiana, con un’attenzione particolare anche ai pazienti anziani con più patologie”.

La giornata si articolerà in quattro sessioni. La prima sarà dedicata all’appropriatezza delle terapie farmacologiche, con approfondimenti sulle indicazioni all’impiego di antibiotici non riassorbibili, acido ursodesossicolico, inibitori di pompa protonica ed enzimi pancreatici. La seconda metterà a confronto il punto di vista del gastroenterologo e quello del medico di famiglia sulle indicazioni alla gastroscopia e alla colonscopia, affrontando il rapporto tra utilità clinica degli  esami, liste di attesa e tempi appropriati di esecuzione.

La terza sessione approfondirà indicazioni e limiti delle procedure endoscopiche avanzate e il bilancio tra rischi e benefici. In questo ambito Zampaletta interverrà sulla rimozione dei polipi nel paziente anziano con patologie associate. Seguirà un confronto aperto tra medici di medicina generale e gastroenterologi sulle criticità del lavoro quotidiano e sulle possibili soluzioni nella relazione tra ospedale e territorio. Nel pomeriggio l’attenzione si concentrerà sullo screening del tumore del colon-retto: dall’adesione nella provincia di Viterbo, posta a confronto con i dati regionali, al ruolo del medico di famiglia nel favorire la partecipazione e il corretto accesso al programma. Saranno approfonditi anche la qualità della colonscopia di screening, la preparazione all’esame e i requisiti dei centri, con una riflessione sulla necessità di una rete regionale.

“La collaborazione tra azienda sanitaria, società scientifiche e medicina generale è fondamentale per tradurre l’aggiornamento professionale in percorsi assistenziali sempre più coordinati – sottolinea il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi -. Appropriatezza e prevenzione riguardano concretamente la possibilità di accompagnare ogni cittadino verso la risposta più indicata. Sullo screening del colon-retto, in particolare, il raccordo tra professionisti e servizi è essenziale per favorire la partecipazione e dare continuità al percorso, dall’invito agli eventuali approfondimenti”.

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