Cosa succede quando si uniscono la passione per il design della moda, in particolare e le sceneggiature, con i fiori? A raccontarcelo è Jasmine Lombardi, classe 2003, che spicca tra i nomi degli allestitori di San Pellegrino in Fiore 2026, che si è tenuto dal 1° al 3 maggio scorso nel cuore della Viterbo medievale. Diplomata all’IIS “Francesco Orioli” a indirizzo sceneggiatura, poi un corso triennale fashion design alla NABA- Nuova Accademia di Belle Arti Roma, Jasmine è già una fashion designer fondatrice e direttore creativo di un brand di abbigliamento, “Cortese“. L’abbiamo incontrata e lei si racconta così…
La tua professione nasce dunque da una duplice inclinazione?
Nasco come una fashion designer. Ho un mio brand di abbigliamento “Cortese”, in cui unisco la mia passione per la scenografia ai capi. È stato proprio l’amore per la scenografia a far crescere in me l’interesse per gli allestimenti floreali: una conseguenza naturale del mio lavoro.
Quando hai percepito che lo strumento per definire la tua attitudine erano proprio i fiori?
Sono una figlia d’arte: già da quando ero piccola ho sempre avuto l’opportunità di dare un parere sugli allestimenti floreali, visto che la mia famiglia – in particolare mio padre, è stato una mia grande fonte di ispirazione per la sua abilità nell’esprimersi a livello artistico – ha partecipato a diversi eventi come le edizioni precedenti di San Pellegrino in Fiore e Viterbo in Festa. Crescendo, ho coltivato ancor più questo hobby perché mi procurava serenità. Ho partecipato per la prima volta a questo tipo di progetti con Viterbo in Festa, nel 2023. È stato mio padre a chiedermi di progettare un allestimento e l’ho fatto realizzando sia la scenografia sia i capi.
E come è andata?
È stato un successo, ho ricevuto molti complimenti e quindi ho deciso di continuare facendolo diventatare un lavoro che sento mio. Ho poi “riscoperto” questa mia predilezione anche attraverso i set degli shooting per il mio brand. In quei momenti, avevo l’impressione che mancasse qualcosa: ho capito che ciò che mancava erano proprio i fiori. Da questa consapevolezza ho coltivato la mia inclinazione per gli allestimenti floreali, in cui le conoscenze tecniche sono fondamentali per un floral design.
Quanto incide la passione nella riuscita di questa professione?
La passione è tutto nella riuscita del progetto. Bisogna essere disposti a sacrificare tutto quando si parla di arte, soprattutto in un momento in cui il mercato dell’arte e del design è particolarmente saturo. Parlo delle abitudini, dei legami affettivi e anche di se stessi: senza la forza della passione, sarebbe infattibile. Il design è un lavoro che perde di senso senza l’amore verso di esso, anche per via del grande dispendio di energie e tempo che vi è dietro. Senza passione non c’è creatività.
Su San Pellegrino in Fiore hai avuto le linee guida dall’architetto Christian Ciucciarelli?
Su San Pellegrino in Fiore ho avuto l’opportunità di confrontarmi con Christian, ideatore della rassegna, e scegliere gli elementi che potessero arricchire maggiormente le piazze: l’abbinamento di colori, la tipologia delle piante, i materiali utilizzati. Come in ogni progetto, gli allestitori seguono i parametri dell’ideatore e lavorano per assicurarsi che la realizzazione sia impeccabile o persino più ricco rispetto alla sua prima elaborazione.
Quanto conta l’ambiente e la sua storia nella composizione artistica?
Sono elementi indispensabili. Bisogna comprendere a pieno la location anche nei materiali, e nei più piccoli dettagli – per riuscire nell’allestimento, che può avere più scopi. Nel caso del centro storico di Viterbo c’è stato un lavoro di valorizzazione, al fine di renderlo ancora più suggestivo di quanto non lo sia già.
Descrivici l’allestimento che più ti ha entusiasmata?
Il primo che ho realizzato, per l’evento Viterbo in Festa 2023. Ho avuto carta bianca e sono riuscita a unire due delle mie passioni: la moda e gli allestimenti floreali. È stata una bellissima esperienza e, anche se sono sempre alla ricerca un margine di miglioramento, è stata anche quella che, a mio parere, è riuscita meglio. Di questa esperienza mi è piaciuto tutto: dalla fase di progettazione fino alla scelta di piazza della Morte come location.
Qual è l’angolo di Viterbo che vorresti curare e come lo immagini?
Sono nata e cresciuta al quartiere Pilastro, quindi anche se non è un luogo convenzionalmente rilevante per gli allestimenti floreali – al contrario del centro storico, che vi si presta alla perfezione – mi piacerebbe curare proprio il quartiere. In particolare, mi concentrerei su viale Bruno Buozzi. Sarebbe diverso: ma dal punto di vista emozionale sceglierei comunque il mio quartiere, perché ci sono particolarmente legata.
E per concludere, tra i tanti fiori qual’è il tuo preferito?
Amo tutti i fiori, ma se dovessi sceglierne uno sarebbe il ciclamino. Essendo un fiore invernale che nasce e sbuca dalla neve, oltre al suo messaggio di forza, mi piace che dia un tocco di colore su una distesa di bianco.
Creatività, talento e passione, senz’altro distinti da una forte unicità: saperli esprimere ad appena 23 anni con le idee chiare, iniziando dal contribuire alla valorizzazione e all’arricchimento del nostro meraviglioso centro storico, cuore pulsante della città di Viterbo. Con un promettente futuro davanti. Parola di Jasmine Lombardi.
Nella cover, Jasmine Lombardi (ph courtesy Pro Loco Viterbo)

gli allestimenti:
Viterbo -piazza del Plebiscito
Lungo via San Lorenzo





























