Dal 12 marzo 2026 ha iniziato il secondo anno di presidenza comunale all’Avis, è succeduto a Luigi Ottavio Mechelli, che ritroviamo oggi in veste di vicepresidente vicario e di presidente di Avis Provinciale di Viterbo. Maurizio Todini, 48 enne,viterbese, nella vita svolge la professione avvocato.
Ci facciamo raccontare andamento e progetti di un’associazione che si identifica come la più grande organizzazione no-profit in Italia dedicata alla donazione del sangue, fondata nel 1927 da Vittorio Formentano, il cui scopo principale è garantire la disponibilità di sangue e plasma per trasfusioni, promuovendo il dono volontario e gratuito.
Com’è andata la raccolta nell’anno appena concluso?
Valutando la situazione complessiva al 31 dicembre scorso, siamo arrivati a raccogliere 3.330 sacche soltanto nella città di Viterbo. Ad oggi, i dati sono in linea con lo scorso anno.
La vostra propensione alla cultura del dono ha concepito nuove iniziative e progetti?
I nostri progetti giocano un ruolo centrale nel sensibilizzare alla donazione di sangue, plasma e piastrine. Sicuramente il mondo della scuola e dei giovani per noi è fondamentale, non soltanto a livello numerico (che si mantiene comunque notevole) ma anche nella promozione di uno stile di vita sano e idoneo al profilo di donatore. Responsabilizziamo così non solo all’atto della donazione, ma anche al prima e al dopo, facendo sì che ci si possa preparare adeguatamente e non solo a “porgere il braccio”. Il nostro impegno è poliedrico.
A lei viene riconosciuto il merito di lavorare molto sulla promozione delle donazioni. Chi può diventare donatore AVIS?
Il vasto range dell’età idonea alle donazioni di sangue va dai 18 ai 65 anni (e oltre anagraficamente, previa certificazione medica). La maggioranza dei donatori dona periodicamente, contribuendo in maniera sostanziale alla sicurezza del sistema.L’età media sta diventando più alta ma i giovani ci chiedono sempre più numerosi di essere parte dell’associazione, grazie anche alla collaborazione con le scuole. Informazioni dettagliate su come diventare donatore si possono reperire sul sito: aviscomunaleviterbo.it
Testimonial importanti come i rugbisti Andrea Lo Cicero Vaina e Martin Castrogiovanni hanno prestato il loro volto per Avis. Questo ha incoraggiato alla donazione?
Sì. La nostra collaborazione principale è stata con Andrea Lo Cicero, tra l’altro iniziata nell’anno della mia presidenza. Il loro contributo ha sicuramente giocato un ruolo positivo nel facilitare la diffusione del messaggio di donazione e, considerando l’alto numero delle interazioni sui social, a dare visibilità all’Avis. I due rugbisti hanno rappresentato senz’altro un notevole esempio per i donatori, non solo ai fini della donazione ma anche per la promozione di uno stile di vita sano.
Viterbo è una città sensibile alle donazioni? Donano di più adulti o giovani?
Viterbo e provincia non sono solo molto sensibili alle donazioni, ma sono anche un esempio a livello nazionale. Le percentuali di donazione sono ottime: raggiungiamo l’autosufficienza.
Riguardo il divario tra la donazione di sangue e quella di plasma (solo il 13% dei donatori), cosa ne pensa? Com’è la situazione a Viterbo?
In termini assoluti, il divario è ancora presente, ma grazie anche alla plasmoteca (mezzo specifico adibito alla raccolta del plasma, equivalente all’autoemoteca) si sta recuperando. Con l’acquisto della plasmoteca attraverso la Avis provinciale e la successiva donazione alla Asl locale, siamo riusciti ad aumentare notevolmente la raccolta di plasma che è, peraltro, la donazione del futuro, ancora più del sangue. C’è ancora della strada da fare, ma i risultati attuali sono promettenti.
Pensa che sia possibile raggiungere a breve l’autosufficienza del plasma in Italia?
A livello nazionale c’è ancora da lavorare per raggiungere l’autosufficienza di entrambi il sangue e il plasma. Ad oggi, parlare dell’autosufficienza di plasma in Italia è ancora un sogno, ma grazie alla crescente sensibilizzazione stiamo aumentando la quantità delle donazioni.
Quali sono le esigenze nel nostro territorio?
Al momento, non abbiamo riscontrato alcuna problematica o situazione d’emergenza nel Viterbese. Siamo in grado di sopperire anche a carenze esterne al nostro territorio. Questo non vuol dire che donare sia meno importante: la nostra è una delle situazioni più ottimali a livello nazionale proprio perché le donazioni non si fermano ed è necessario che questa condizione sia stabile per continuare ad affermarsi come tale.
Qual è il progetto realizzato in questi due anni che l’ha reso più orgoglioso? E quello che desidera portare a termine durante la carica?
Essere riuscito a mantenere tutti i rapporti che Avis ha coltivato nel tempo è sicuramente uno dei fattori che più mi rendono orgoglioso del lavoro che portiamo avanti. Avis è infatti presente a moltissime manifestazioni ed è questo che permette di mantenere alto il numero delle donazioni. Il progetto significativamente importante che stiamo cercando di realizzare insieme all’Avis provinciale è l’acquisto di una sede sociale, per cui stiamo lavorando con l’obiettivo di realizzarlo nel minor tempo possibile, un desiderio da realizzare nella mia carica.
I giovani rappresentano la continuità, il futuro. Quali sono i progetti destinati a loro?
Siamo molto presenti non solo nelle scuole superiori, con incontri finalizzati all’accompagnamento alla donazione, ma anche nelle scuole primarie e nei Grest. Qui cerchiamo di far interfacciare i bambini all’importanza della donazione in maniera appropriata alla loro età gettando così delle basi per la loro crescita sensibilizzando alla donazione anche le loro famiglie. C’è poi l’assegnazione di 63 borse di studio agli studenti maggiorenni, un progetto provinciale che segue due criteri fondamentali come il rendimento scolastico e il numero di donazioni effettuate in un determinato periodo di tempo.
Le associazioni di volontariato sono e restano il perno operativo della raccolta nel nostro Paese. Pensa che siano valorizzate nel loro ruolo?
L’Avis è la più grande associazione di volontariato in Italia con una grande visibilità grazie alle attività svolte a livello locale e nazionale ed è proprio questa unione che determina la valorizzazione di ogni singola associazione nella capacità di coinvolgere nell’importanza della donazione di sangue. Un gesto di solidarietà e di altruismo a cui ogni cittadino viterbese è attento e che noi con il nostro impegno sosteniamo con informazione e coinvolgimento.
L’ultima domanda viene naturale. Perché diventare donatore AVIS?
Perché si tratta di profondo atto di altruismo.


























