Il silenzio di Dio e la crisi della fede: Gabriele Ametrano presenta Sergio Quinzio alla SFI di Viterbo

Di Loredana Biaggi

Il prossimo appuntamento della SFI di Viterbo si terrà sabato 21 marzo, alle ore 16,00, presso la Sala delle Conferenze del Museo della Ceramica della Tuscia, situata a Viterbo, in via Cavour, 67.  L’incontro, avviato dalla relazione offerta dal Dott. Gabriele Ametrano, verterà sull’analisi della riflessione teologica e filosofica di Sergio Quinzio.

“Nuvola e caligine sono d’intorno a lui”

La frase “Nuvola e caligine sono d’intorno a lui”, tratta dal Salmo 97:2 della Bibbia, descrive la natura inaccessibile e misteriosa di Dio. Per il teologo Sergio Quinzio oggi una fede autentica non può più eludere un dilemma decisivo: è ancora possibile credere in Dio di fronte alle angoscianti ragioni per non credere? Infatti le promesse concrete e materiali presenti nella Bibbia – una posterità numerosa, una terra feconda, pace, giustizia, felicità e, infine, la resurrezione dei morti – restano, dopo più duemila anni, sostanzialmente e tragicamente non compiute. Interpretando questo ritardo non soltanto come sconfitta dei credenti, ma anzitutto come una “sconfitta di Dio”, il teologo descrive la fede come scacco alimentato dallo scandalo del male, dalla fragilità di ogni teodicea, dall’autorità della scienza come nuovo assoluto profano e dalla rimozione del sacro.

Eppure – sostiene Quinzio e l’incontro cercherà di chiarirlo – proprio queste stesse ragioni per non credere possono essere rovesciate in ragioni per credere. Un rovesciamento soltanto apparentemente paradossale: solo la fede in un Dio sconfitto e nascosto, in un Dio debole che condivide sulla croce il destino umano di sofferenza e di silenzio può rivelarsi l’ultima, precaria ma irriducibile alternativa alla “disperazione del cinismo e del nulla”.

Note biografiche:

Sergio Quinzio (Alassio, 1927, Roma 1996)  è stato un teologoaforista ed esegeta biblico italiano, tra i più originali del XX secolo.  Il pensiero di Sergio Quinzio interpreta la fede cristiana come una tensione irrisolta: le promesse di salvezza sembrano sempre rimandate e mai pienamente compiute, segnate dal dolore e dalla morte. Proprio per questo, però, diventano ancora più urgenti e necessarie. La fede, in Quinzio, non nasce da certezze, ma da un’esperienza di dubbio, solitudine e bisogno.

Gabriele Ametrano (Viterbo, 2001), studioso molto attento di alcuni significativi momenti del pensiero occidentale del XX secolo, si è diplomato con lode al Liceo classico “Mariano Buratti” di Viterbo. Ha poi proseguito gli studi presso l’Università “La Sapienza” di Roma, dove ha conseguito con lode la laurea triennale nel 2023 e la laurea magistrale nel 2025 con una tesi di Filosofia teoretica sotto la supervisione della prof.ssa Donatella Di Cesare. È alumnus del Collegio di merito “Lamaro Pozzani”, presso il quale ha seguito i percorsi formativi di Cultura per l’impresa e Global Studies.

Si rammenta che le attività della Società Filosofica Italiana (SFI) costituiscono un aggiornamento per studenti e insegnanti regolarmente riconosciuto dal MIUR.

Disponibili due links attivi per il collegamento online, il primo dalle 16,00 alle 17,00, il secondo dalle 17,00 alle 18,00

Primo link: meet.google.com/xag-kxtt-pha

Secondo link: meet.google.com/rjv-emfo-yvq

 

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