Sfruttare gli animali per il divertimento degli umani con le esibizioni nei circhi è purtroppo ancora lecito nel nostro paese. Nel 2025 una nuova sentenza del Consiglio di Stato ha infatti stabilito che gli animali nei circhi non sono vietati e i comuni non possono proibire autonomamente. Per un procedimento aperto sul Comune di Milano (sentenza 7610 dello scorso 30 settembre) si è giunti alla conclusione opposta a quella del Tar Lombardia (1571-2003). Il Consiglio di Stato ha ribaltato l’esito del Tar: determinante si rivelò la competenza statale esclusiva (pur con possibilità di delega), stabilendo che, il Comune, in quel caso, ha illegittimamente scavalcato le proprie competenze, fissando il divieto di tenere gli animali nei circhi che non poteva disporre. La più alta magistratura amministrativa è giunta a queste conclusioni dopo avere esaminato il regolamento del Comune e i provvedimenti che negano l’autorizzazione per alcuni animali.
In mancanza di una legge quadro attuativa dell’art 9 della Costituzione italiana o di linee guida formalmente approvate, un comune può dunque solo limitarsi ad applicare le mere norme statali vigenti. È giunto il momento che la politica consegni agli organi amministrativi comunali strumenti necessari per bloccare l’uso degli animali negli spettacoli viaggianti. Si tratta dell’ennesima problematica che spesso, in modo inconsapevole, volontari e cittadini tentano di far ricadere sulle amministrazioni locali.
La Lega Anti Vivisezione dichiara: dopo il Senato anche la Camera ha voltato le spalle alla sofferenza degli animali ancora detenuti nei circhi. Il disegno di legge per spostare dal 18 agosto 2025 al 31 dic 2026, termine per varare il decreto e abolire per sempre la prigionia, è diventato legge.
Non esistono protocolli e regolamenti che possano essere richiamati dagli uffici per bloccare queste manifestazioni, come il prossimo che vedremo allo spazio eventi San Lazzaro di Viterbo. Non seguire le norme nazionali può provocare danni all’ente che può essere chiamato in causa per eventuali danni economici richiesti da chi non ha potuto svolgere la propria attività e ne è pienamente autorizzato. Se è vero che tutti siamo d’accordo, che questa è una tradizione barbara e fuori luogo rispetto ai tempi in cui viviamo, il nostro movimento non comprende come mai Il governo faccia la sua parte. Restituire dignità agli animali è un gesto di profonda umanità capace di renderci tutti persone migliori. Un compito a cui è arrivato il momento che la politica nazionale smetta di sottrarsi.
Francesco Buzzi


























