Cantare l’amore” alla Rocca Albornoz: la lirica emoziona il pubblico viterbese

Sala al completo sabato al Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz per il concerto lirico “Cantare l’amore – Dalla tenerezza al tormento”. L’atmosfera di ascolto e rispetto ha trasformato gli spazi del museo in un palcoscenico semplice e raccolto, dove anche la più piccola nota trovava piena risonanza.
Protagonisti della serata i soprani Zoe Papas e Olga Nesterova, il tenore Giordano Ferri, accompagnati al pianoforte dal maestro Stefano Silvi. Le voci hanno alternato potenza e delicatezza espressiva, restituendo diverse sfumature del sentimento amoroso attraverso pagine del repertorio operistico.
Il concerto, presentato da Lodovico Zago, ha alternato esecuzioni e brevi interventi di contestualizzazione, offrendo un filo narrativo tra opere, autori e retroscena. Nel presentare “Lucrezia Borgia”, è stato ricordato che al debutto alla Scala nel 1833 non mancarono i retroscena: la primadonna Henriette Méric-Lalande chiese alcune modifiche, e Donizetti aggiunse una cabaletta poi diventata celebre. Un dettaglio che racconta l’opera anche dal lato umano, oltre la musica.
Il programma ha attraversato l’Ottocento e il primo Novecento con musiche di Donizetti, Verdi, Puccini, Mascagni e Lehár, da “Lucrezia Borgia” ad “Aida”, da “Tosca” a “La Bohème” e “Gianni Schicchi”, accostando arie celebri ad altre pagine meno frequentate, ma capaci di coinvolgere anche chi si avvicina all’opera per la prima volta.
Gli applausi finali hanno chiuso la serata con un bis dal sapore festoso: il Brindisi “Libiamo ne’ lieti calici” da “La traviata” di Verdi.
Si ringraziano la direttrice del museo Dott.ssa De Angelis e il Dott. Gabriele Quaranta per aver reso possibile la realizzazione del concerto negli spazi della Rocca Albornoz.
Nota di contesto. Il concerto si inserisce in una fase di rinnovata atten
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