Il Comitato “Insieme per l’Ospedale di Tarquinia”, che rappresenta il Movimento omonimo, ha letto sconcertato il comunicato stampa della ASL che annuncia, con enfasi autocelebrativa già nell’ambizioso slogan Costruire Salute, gli Stati Generali dell’Azienda.
I dettagli contano, e quanto contano, e quando fanno male sono lì, fanno male e basta.
Nostro malgrado dobbiamo essere duri nel fare la nostra denuncia: Lei non si sente il Direttore Generale per la salute di un grande territorio, altrimenti non avrebbe esordito con la frase “Due giornate aperte alla città”. Ha scritto città, si è dimenticato di noi, del territorio e non dica che è stata una svista, renderebbe ancora più amaro il messaggio.
Il comunicato stampa della ASL come detto è pieno di enfasi, così ci permettiamo molto umilmente di pensare che quelli che Lei chiama “Stati Generali” altro non siano che un passaggio in sala trucco.
Adesso parliamo di noi parlando del Suo “non fatto” e, per comprenderne la gravità, usiamo
un’analogia tragica, in grado di esprimere quello che sta accadendo all’Ospedale di Tarquinia, che Lei con il “non fatto” sta spegnendo lentamente ed inesorabilmente. Partiamo dalle constatazioni:
– La UOC di Medicina non ha il primario che dovrebbe avere, ma solo un facente funzioni.
– Il Pronto Soccorso non ha cardiologi e ortopedici e perciò molte ambulanze vengono dirottate altrove.
– La UOS di Chirurgia è un fantasma, si limita all’attività di day surgery e week surgery.
Ci siamo limitati a poche frasi essenziali, che non fanno riferimento al nostro libro dei sogni. Sono parole scritte nero su bianco nella programmazione regionale e nell’Atto Aziendale da Lei redatto e approvato dall’Assemblea dei Sindaci. Se Lei non riesce ad implementare il Suo Atto Aziendale vada a cercare l’incapace che lo ha elaborato. Il suo “non fatto” è esattamente ciò a cui abbiamo diritto.
Adesso veniamo all’analogia tragica. Mentre c’è tanto “non fatto”, all’Ospedale di Tarquinia girano sostanziosi appalti, che ben vengano se utili. Ma la figura tragica è che Lei appare come un padre che, mentre il figlio sta morendo (il nostro ospedale), si preoccupa di rifare la sua cameretta.
Scritte le premesse che precedono, concludiamo prendendo ancora una volta in prestito il Suo comunicato stampa per dirle che gli Stati Generali che ha annunciato a noi appaiono come una farsa.
Legga di nuovo quello che ha scritto come programma del 16 gennaio: “Nel corso dell’incontro la ASL di Viterbo … anticiperà alcune progettualità strategiche …”. Le Sue progettualità strategiche non le deve anticipare, le ha già scritte nell’Atto Aziendale, quello che non sta attuando.
Comitato “Insieme per l’Ospedale di Tarquinia”

























