Oggi, dopo giorni di intenso lavoro in Consiglio regionale, è stata approvata la proposta di legge 238/2025 collegata alla legge di stabilità 2026. Nel corso dell’esame della manovra ho presentato, come primo firmatario e insieme ai colleghi, numerosi emendamenti costruiti a partire dalle esigenze dei territori, in particolare della provincia di Viterbo, intervenendo su sicurezza idrogeologica, tutela ambientale, infrastrutture, mobilità, sanità e riqualificazione di immobili pubblici. Nessuno di questi è stato recepito nel maxiemendamento della Giunta. Il lavoro della minoranza ha comunque inciso sul confronto politico e sull’impianto complessivo della legge, che destina quasi 295 milioni di euro, pari al 65% delle risorse complessive per gli anni 2027-2030, a interventi di interesse locale a favore dei comuni del Lazio, mentre il restante 35% finanzierà interventi di interesse regionale legati a infrastrutture strategiche, viabilità, difesa del suolo, tutela delle coste e opere di bonifica.
Il mio impegno non si ferma. Proprio per continuare a dare risposte concrete al territorio, ho presentato ordini del giorno su temi centrali per la provincia di Viterbo, a partire dalla gestione del sistema idrico integrato dell’Ato Vt 1 e dalla necessità di garantire la piena potabilizzazione dell’acqua con adeguati finanziamenti, fino al riconoscimento del regime previdenziale per le categorie usuranti, in particolare per le attività dei ceramisti.
Ho inoltre sollecitato interventi per migliorare i collegamenti infrastrutturali, dal collegamento tra il sud e il centro della provincia, in località Fiescoli, e l’ospedale Santa Rosa, all’eliminazione del passaggio a livello della stazione di Porta Fiorentina nel comune di Viterbo, fino alla realizzazione del ponte sul Tevere per collegare Orte Scalo e la stazione ferroviaria al casello autostradale di Orte.
Tra gli ordini del giorno presentati figurano anche quelli relativi alla mobilità ferroviaria e alla sostenibilità ambientale: il ripristino delle risorse definanziate per il raddoppio della linea Fl3 Roma–Viterbo, il recupero dei fondi del Piano di coesione sociale per il ripristino della linea ferroviaria Civitavecchia–Capranica–Orte, la realizzazione delle piste ciclabili circumlacuali dei laghi di Vico e di Bolsena e il chiarimento sui tempi di attuazione del piano rifiuti, in particolare per l’invaso Vt 4 di Monterazzano.
Ho infine chiesto interventi urgenti per il ripristino e il ripascimento del litorale nord, tra Tarquinia e Montalto di Castro, la riqualificazione dell’ex ospedale San Giovanni Decollato–Andosilla di Civita Castellana, la manutenzione della viabilità nei piccoli comuni fino a 5mila abitanti e la costituzione di un tavolo tecnico partecipato per monitorare l’iter ministeriale relativo all’individuazione del sito del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.
In questo quadro si inserisce anche la richiesta di ripristinare le risorse previste per il collegamento Canepina–Vallerano–Vignanello con la Civitavecchia–Orte, come stabilito dalla delibera Cipess n. 29 del 29 aprile 2021, un progetto strategico che garantirebbe un’adeguata accessibilità alla S.S. Orte–Civitavecchia per i comuni di Canepina, Vallerano e Vignanello, oggi penalizzati da infrastrutture stradali obsolete e da collegamenti difficoltosi, con benefici diretti per un bacino di circa 40mila abitanti e per il tessuto produttivo dell’area.
Si confida ora in risposte concrete da parte della Giunta su istanze che il nostro territorio porta avanti da anni e che sono ormai divenute strutturali, in una fase in cui la Regione dispone di risorse che dovrebbero essere orientate all’interesse generale. È questo il connotato specifico delle proposte che continuo a portare in aula: tenere alta l’attenzione sui bisogni reali delle comunità locali e trasformarli in scelte politiche coerenti e responsabili.






















