Richiesta di aiuto da un cittadino della Tuscia

La forza nel saper chiedere dignitosamente aiuto, viene da Giacomo, un cinquantaquattrenne, cittadino della Tuscia. Non voltiamogli le spalle.

 

“Buongiorno, mi chiamo Giacomo Catarci, ho 54 anni, e sono un “cittadino della Tuscia”, avendo abitato da giovanissimo negli alloggi dell’allora Iacp (oggi Ater) di via Ghinucci e successivamente a Ronciglione. Col progredire della mia malattia, però, mi sono dovuto trasferire presso parenti, in provincia di Roma, per avere un’assistenza maggiore.

Vi scrivo, nella speranza che possiate portare a conoscenza di tutti la mia incredibile storia: oggi, infatti, mi trovo senza un reddito, senza un sussidio e senza una pensione di inabilità, dopo aver servito lo Stato per quasi 19 anni, e credo che questo sia davvero scandaloso.

Sono stato riconosciuto inabile totale nel 2009, in quanto affetto da una patologia genetica (una forma rara di distrofia muscolare neurodegenerativa, progressiva, sviluppatasi a circa 20 anni di età), chiamata disferlinopatia o LGMD2B – R2.

Malgrado la malattia, ho prestato servizio presso una Associazione Allevatori (Ente parastatale con cassa CPDEL) per 17 anni (dal 2000 – al 2017), poi in seguito a un licenziamento collettivo avvenuto il 10/07/2017 sono stato in Naspi fino a Ottobre 2019. Nel 2018 (quindi durante la NASPI) ho fatto domanda di pensione inabilità assoluta secondo la legge 335/95 art. 2 comma 12 per i dipendenti pubblici, ma – dopo tutta una serie di cause, ricorsi alla Corte dei Conti e quant’altro – lo scorso 7 giugno è arrivata la pronuncia definitiva della Corte dei Conti: anche il mio ultimo ricorso è stato respinto, perché quando sono stato licenziato il licenziamento era collettivo e non è avvenuto per infermità.

Adesso, mi chiedo e vi chiedo: secondo questi signori, come devo campare? Non ho un lavoro e, a questa età e con la mia malattia, è anche molto difficile trovare qualcosa; non ho diritto alla pensione di inabilità; non ho sussidi di alcun tipo.

Vi prego, cercate di aiutarmi, portando alla luce questa vicenda, che ha dell’incredibile e mi vede drammaticamente coinvolto”.

Grazie

IL MIO CONTATTO TELEFONICO E’ 3493259680

LA MIA PEC catarci.g@pec.it

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