La Rocca Albornoz di Narni, sede di SAM, Street Art Museum, ospitarà una collezione permanente di opere firmate Banksy

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Grazie a un accordo tra Narni Art e Antonelli & Marziani Cultural Consulting, dal
primo maggio scorso la Rocca Albornoz di Narni, un’imponente fortezza
difensiva del XIV secolo, sarà la sede di SAM, Street Art Museum | Museo delle
Arti e delle Espressioni Urbane diretto da Gianluca Marziani e Stefano Antonelli,
dotando così il Comune di Narni e la Regione Umbria di un polo culturale pubblico
dal respiro internazionale, ad elevato potenziale di coinvolgimento del territorio e
con grande forza attrattiva per fasce di spettatori sempre più eterogenee.

SAM sarà l’unico Museo in Italia dedicato alla street art e più in generale alle arti e
alle espressioni urbane, disponendo di una propria collezione permanente di
opere, documenti e materiali, effettuando ricerche, collezionando, acquisendo,
catalogando, conservando, interpretando ed esponendo manufatti e artefatti, sia
materiali che immateriali.
Accessibile e inclusivo, SAM promuove la diversità e la sostenibilità. È dotato di
uno statuto etico, sostiene la partecipazione delle comunità offrendo un repertorio
diversificato di esperienze per l’educazione, la formazione, la contemplazione, il
coinvolgimento, la riflessione e la condivisione di conoscenze.
L’intero primo piano della Rocca Albornoz di Narni ospiterà le opere della
collezione permanente; le due gallerie al piano terra che affacciano sulla corte
del castello ospiteranno le mostre temporanee; le torri ospiteranno il centro studi,
progetti speciali e laboratori; una grande ala distaccata del castello ospiterà un
progetto sull’arte urbana italiana; gli spazi esterni dei giardini ospiteranno, infine,
una serie di interventi scultorei e installativi. Ad accogliere il pubblico nella corte
centrale della fortezza ci saranno il bar, il ristorante e un bookshop che farà
anche da collegamento tra le due gallerie per le mostre temporanee.
Lo statuto urbano dell’arte è un piano sconosciuto e poco indagato il cui output a
noi più familiare è la street art. Non esiste una disciplina che indaghi i fenomeni
culturali legati alla condizione urbana, che ci indichi a cosa rimandi questo urbano,
non esiste neanche un urbanismo artistico. Eppure la città moderna è stata
innegabilmente fonte, teatro, materia e linguaggio stesso dell’arte. Per noi europei
è evidente il riferimento al tema fondativo dell’urbs ma molte interpretazioni
limitano quest’ascendenza alla urban culture americana.
La street art oggi in Italia è una pratica molto diffusa e socialmente apprezzata
della creatività contemporanea che, di fatto, si rifà ad un movimento originario
emerso perlopiù in Europa negli anni 2000, il quale, a sua volta, rivendica le
proprie origini negli Stati Uniti degli anni ’60-’80. Questa pratica odierna interpreta
quel movimento originario in diversi modi: assistiamo a interpretazioni politiche,
radicali, etiche, istituzionali, strumentali, commerciali, benefiche, morali,
monumentali, documentali e molte altre ancora. Nei suoi sviluppi più
contemporanei la street art si è saldamente legata al principio della rigenerazione urbana; tuttavia, l’emergere, fiorire e svilupparsi di una street art negli ultimi
vent’anni ha coinciso una potente e diffusa ripresa della pittura, mettendo in
evidenza nuovi autori di qualità e producendo un notevole corpus di opere che
potremmo definire di pittura urbana contemporanea. L’azione d’indagine
museale sulle arti urbane si è focalizzata, negli ultimi anni, sull’agire artistico e mai
sui contenuti, i quali rappresentano l’immaginario di una generazione che ha
vissuto cambiamenti importanti, alcuni dei quali li ha visti protagonisti.
La street art è anzitutto una forma espressiva, una “voce”, la forma sensibile di una
presa di parola che a volte diventa arte. Solo a volte, e non è mai per caso. Questo
suo essere arte, inoltre, si modula su una scala di interesse che ne determina il
valore su bilance, i cui pesi specifici variano in base al contesto. In questo progetto
daremo conto sia delle meccaniche dei pesi che del ruolo dei contesti,
rappresentazioni di informazioni necessarie per costruire il frame in cui
comprendere il valore, le cui manifestazioni nel reale sono rintracciabili solo sui
piani di due orizzonti: quello storico e quello economico.
Il nostro tempo considera rilevante l’arte che viene adottata da istituzioni storiche
(musei) o istituzioni economiche (mercato). Tutta l’arte che non ha dinamica nel
mercato e nelle istituzioni storiche si trova in una grey area. Tradizionalmente sono
le istituzioni storiche (musei) che “storicizzano” gli artisti; tuttavia, il XXI secolo ci ha
introdotto all’uso dei social media, potenti strumenti di interazione umana in grado
di storicizzare potenzialmente tutto e manipolare o distorcere la nostra cultura. La
street art ha potuto autostoricizzarsi grazie al mondo creato dai newmedia, quello
in cui si produce l’emozione del valore. Ma cosa accade nell’altro mondo, quello in
cui si produce la ragione (anche economica) del valore? Che tipo di comprensione
storica è in atto di questo fenomeno? E’ possibile che tale processo di
autostoricizzazione sia stato influenzato da bias strutturali dello spazio entro cui
opera?
In questi vent’anni abbiamo visto spuntare enormi dipinti nelle nostre città,
abbiamo re-imparato che alcuni scarabocchi poi diventano arte, abbiamo visto la
street art di Banksy conquistare i piani alti del mercato dell’arte, il movimento ha
avuto un certo successo evolutivo e si è riprodotto in molti modi. Tutti questi aspetti
e molti altri sono il patrimonio di studi fondamentali che il museo intende elaborare
e interpretare per comprendere quando è di particolare interesse il lavoro che
questi artisti propongono, e in quale cornice questo interesse si colloca.

COLLEZIONE PERMANENTE
SAM sarà il primo museo al mondo ad ospitare una collezione permanente di
opere firmate Banksy costituita da un corpus artis di oltre 30 pezzi tra cui la
celebre Girl with Balloon, la Monna Lisa del XXI secolo, e il Flower Thrower,
l’iconico lanciatore di fiori, moderno David che veglia sulla Res Pubblica. Oltre ad
ospitare il più rilevante e popolare artista del nostro tempo, la collezione
permanente del museo custodisce opere e materiali delle più importanti figure
dell’arte urbana nazionale e internazionale, tra cui Haring, Basquiat, Blu, Vhils,
Obey, Seth, Kaws, C215, Invader, Sten e Lex, Ozmo e molti altri. La collezione
permanente intende ampliarsi nel tempo sia attraverso importanti acquisizioni
internazionali, che rivolgendo una particolare attenzione alla giovane produzione
artistica nazionale, acquisendo opere che verranno di volta in volta valutate dalla
direzione museale.

OPENING LUNEDI’ 1° MAGGIO 2023
11.00 – 20.00

SAM STREET ART MUSEUM NARNI

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