Viterbo a Ferragosto, riflessione su una città che avrebbe tanto da dare

Sara Grassotti

La città vuota ricorda il titolo di una canzone di Mina, ma è pure l’immagine di un città come Viterbo con le sue piazze deserte, le strade silenziose, il traffico inesistente, i locali chiusi. Così si presentano pure gran parte dei centri italiani il 15 agosto.A passeggio solo qualche turista che può godersi la vista nel centro storico con le temperature decisamente gradevoli. Ma per chi resta è il momento migliore per vivere questa città, cogliendo le bellezze che passano inosservate durante il resto dell’anno. Ci sono tanti angoli in cui scovare il significato della storia. Fare un giro a piedi in solitudine proprio in questi giorni di svuotamento diventa un punto d’osservazione eccellente del bello e del brutto da rilevare.

Un osservatorio utile ad accorgersi di come Viterbo stia cambiando la propria fisionomia, con un centro storico sempre più popolato da immigrati, quartieri cresciuti con una destinazione residenziale, come Cappuccini, Ellera e Paradiso, divenuti degli ibridi. Poi ci sono le periferie con Santa Lucia, Santa Barbara e Villanova che ci consegnano uno spaccato di dormitorio mordi e fuggi. Ci vorrebbe un collante che migliori il clima di coesione tra centro e quartieri periferici, si potrebbe cominciare dall’attivazione di mini bus,servizi navetta di collegamento, più frequenti nelle ore pomeridiane e allungati nelle ore serali, un servizio utile anche per gli universitari residenti. Un esempio per tutti: la biblioteca universitaria a Santa Maria in Gradi resta aperta fino alle ventitré, gli studenti che non sono motorizzati come la raggiungono? Il Rettore Ruggieri dichiara che “senza una collaborazione stretta con la città, Viterbo non potrà essere connotata come città universitaria”.

E’ facendo ritorno in centro, nell’anima della città, attraversando le vie del quartiere San Faustino che ci si accorge della città che cambia volto, gli abitanti sono quasi tutti stranieri, basta fermarsi tra via Cairoli e piazza San Faustino al Bar Revolution per avere uno spaccato di etnie. E’ il quartiere dove nacque il pittore Lorenzo di Jacopo, autore degli affreschi della Cappella Mazzatosta nella Chiesa di Santa Maria della Verità. Proprio lì in quella piazza si stanno ultimando i lavori per una struttura ricettiva di lusso e un museo dei flipper, in un unico spazio, annunciata come una novità assoluta, non solo nel capoluogo, ma anche in Italia. The Pinball Luxury Suites prende vita dal recupero del palazzo che si trova proprio di fronte alla fontana del 1200 e alla bellissima chiesa dei Santi Faustino e Giovita, che vanta all’interno numerosi quadri, due in particolare di un certo pregio artistico, la Strage degli Innocenti, nella cappella Prada e il quadro posto sull’altare maggiore raffigurante i due santi titolari della chiesa Faustino e Giovita in carcere. Entrambe le opere sono del pittore Viterbese Strigelli.La chiesa è dotata di un campanile, situato sul lato destro, termina con una cupola a bulbo. Alla sua sommità c’è un orologio installato nel 1912. Necessita di restauro… Chissà, magari l’università con il corso d Restauro potrebbe occuparsene.

Poco più in là, in via della Pettinara, c’è Palazzo Prada, ben restaurato, appartenuto a un’importante famiglia viterbese, l’architetto Prada era il sovraintendente di tutti i beni della Chiesa per l’Alto Lazio.
Forze e debolezze di un quartiere in questi giorni al centro di tante discussioni: dalla modifica della viabilità, ai progetti da realizzare. Ma c’è una cittadinanza viva, che vuole combattere.Basterebbe lasciare la parola a chi il quartiere «lo fa» e lo costruisce vivendolo.
Dice Baricco: “Sguardo meraviglioso è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. L’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare”. Proviamoci, potrebbe essere un buon inizio, cominciando dalla quiete del Ferragosto. Ma facciamolo tutti, per rilanciare una città che avrebbe tanto da dare.

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