Expo, Coldiretti: candidiamo Pizza a patrimonio Unesco

Ma tu vulive a ‘pizza ca pummarola n’coppa è il ritornello di una canzone napoletana che ci ricorda il piatto italiano più diffuso nel mondo che proprio in quel territorio è nato nel giugno 1889, per onorare la Regina d’Italia Margherita di Savoia, il cuoco Raffalele Esposito creò la “Pizza Margherita“, una pizza condita con pomodori, mozzarella e basilico, per rappresentare i colori della bandiera italiana .

Il business della pizza oggi solo in Italia ha raggiunto i 10 miliardi di euro nelle circa 63mila pizzerie e locali per l’asporto, taglio e trasporto a domicilio dove lavorano complessivamente oltre 150mila persone. Sono i numeri frutto di una analisi presentata ad Expo dalla Coldiretti, tra i promotori dell’evento pizza da guinness, che per l’occasione nel proprio padiglione all’inizio del Cardo sud ha avviato la speciale raccolta di firme di visitatori stranieri necessaria a sostenere la candidatura italiana al riconoscimento della pizza come patrimonio dell’Unesco sulla quale dovranno decidere rappresentanti di 163 Paesi del Mondo. La pizza da guinness rappresenta un importante sostegno internazionale alla candidatura italiana all’iscrizione della pizza nella lista Unesco del patrimonio culturale immateriale dell’umanità a sostegno della quale sono state 300mila le firme raccolte dalla Coldiretti insieme all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e alla fondazione UniVerde dell’ex ministro dell’Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio: #pizzaunesco. “Ora l’impegno si sposta a livello internazionale per difendere e tutelare un prodotto simbolo dell’identità nazionale conosciuto in tutto il mondo”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’Expo rappresenta una occasione unica far conoscere a far supportare la candidatura anche dai milioni di visitatori stranieri.

Ogni giorno solo in Italia si sfornano circa 5 milioni di pizze per un totale di un miliardo e mezzo all’anno anche se – sottolinea Coldiretti – i maggiori “mangiatori” sono diventati gli Stati Uniti che fanno registrare il record mondiale dei consumi con una media di 13 chili per persona all’anno, quasi il doppio di quella degli italiani che si collocano al secondo posto con una media di 7,6 chili a testa. Si tratta anche di una opportunità occupazionale importante poiché sono almeno 100 mila i lavoratori fissi nel settore della pizza ai quali – sottolinea Coldiretti – se ne aggiungono altri 50 mila nel fine settimana, secondo i dati dell’Accademia Pizzaioli. Quattro su dieci sono stranieri. Infatti, di questi, solo 65 mila sono italiani, mentre tra gli stranieri a prevalere – precisa Coldiretti – sono i circa 20 mila egiziani e oltre 10 mila marocchini. Dall’estero viene dunque un contributo importante per mantenere viva la tradizione della pizza in Italia che evidenzia però anche la necessità – continua Coldiretti – di non disperderla e tutelarla con l’inserimento dell’Arte dei Pizzaiuoli napoletani nella “Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. In questo contesto una azione importante – conclude Coldiretti – viene comunque dalla maxipizza preparata da uno staff composto da circa 200 persone, tra i quali 60 pizzaioli con l’utilizzazione come ingredienti di 2 tonnellate di salsa di pomodoro, 1,5 tonnellate di mozzarella, 300 litri di olio extra vergine, 2 tonnellate di farina e la distribuzione gratuita di circa 35.000 tranci di pizza margherita lungo il Decumano realizzata con l’ausilio di 5 forni mobili.

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