Visto da noi: Pinocchio, la storia di Collodi rivive nella straordinaria nuova versione

di Nicole Chiassarini

Pinocchio è il nuovo film di Matteo Garrone, con Federico Ielapi, Roberto Benigni, Gigi Proietti, Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini. Distribuito da 01 Distribution, questa nuova pellicola ripercorre fedelmente le pagine della favola di Collodi, mostrando al pubblico i fatti salienti della marionetta più famosa di tutti i tempi.

Nel triste e cupo scenario di un vecchio paesino, inizia la storia di Geppetto (Roberto Benigni), un uomo povero che, con l’arrivo del teatro dei burattini, riceve un’illuminazione che lo induce a costruire lui stesso una marionetta, la più bella di tutte, in modo da poter girare il mondo per guadagnarsi onestamente da vivere. Ciò che accade al falegname, però, ha dello straordinario: Pinocchio (Federico Ialepi) in realtà non è un semplice pezzo di legno. È, infatti, perfettamente in grado di muoversi, parlare, giocare e, soprattutto, mettersi nei guai. Nel corso della storia si segue il percorso di vita del burattino il quale, deciso a diventare un bambino vero, procede e inciampa, con un andamento pronto a riportarlo al punto iniziale proprio mentre sembra stia così vicino al salto evolutivo.

In questa nuova versione cinematografica, i personaggi sono realizzati con uno straordinario realismo, combinando la computer grafica al trucco del premio Oscar per il Miglior Trucco, Mark Coulier (The Grand Budapest Hotel e Harry Potter) il quale ha reso gli attori irriconoscibili, ma allo stesso tempo ben chiari agli occhi dello spettatore. Ciascuno è esattamente chi dovrebbe essere: dal Mangiafuoco di Gigi Proietti, alla Lumaca di Maria Pia Timo, o il Grillo Parlante di Davide Marotta, conducono fino alla più recondita coscienza. Nessuna tecnologia avanzata intacca il surreale realismo, sorretto da effetti speciali capaci di farci quasi toccare con mano tutte le venature che inesorabilmente percorrono il volto e il corpo del piccolo Pinocchio, regalando al pubblico una perfetta convergenza tra il cinema tradizionale con quello del digitale. Il film è anche sorretto dalle musiche del premio Oscar Dario Marianelli che con maestria guida passo dopo passo il tragitto a ostacoli del burattino; e dalla fotografia di Nicolaj Brüel (vincitore del David di Donatello per Dogman) con le sue immagini in cui l’accecante luce del sole satura la vista con colori vivi, vissuti, mentre il chiaroscuro culla tutte le emozioni. Le immagini si intrecciano alla perfezione con il racconto di formazione più conosciuto in Italia, come a mostrare la devozione del regista per la storia di Collodi e raccontando, al tempo stesso, la bellezza della terra natale dello scrittore attraverso i meravigliosi paesaggi, le musiche e la stessa scelta degli attori. Ogni aspetto del film suggerisce la minuziosità e il talento ormai assodato del regista, che anche in questa trasposizione non tradisce le aspettative, soprattutto dei più grandi, affascinati dalla maestosità di ogni scena caratterizzata dall’inquietudine, con mostri e creature fantastiche che prendano vita e rappresentano tutti i sentimenti umani, in particolare i peggiori.

Ma il Pinocchio di Garrone, così come quello di Collodi, è la vera metafora del viaggio, quello che ciascuno di noi compie dentro di sé per poter scoprire chi è e chi vorrebbe diventare. Il regista traspone minuziosamente questa morale, senza dimenticare i dettagli grotteschi del racconto ottocentesco per restituire agli spettatori un Pinocchio quanto più autentico, simbolo dell’esplorazione del mondo, nel bene e nel male. Una realtà che sul grande schermo cinematografico sarebbe stata inattuabile senza il supporto del talentuoso e azzeccato cast, in cui ognuno è esattamente chi dovrebbe essere. Da Benigni, la cui figura è simbolo di umanità, compassione, coraggio e un amore incondizionato che bilancia tutta la falsità e le menzogne alle quali si assiste per gran parte della durata del film; al giovane Federico Ielapi che con perfezione e disinvoltura emula la pigrizia e la semplicioneria del burattino Pinocchio. Ma anche gli altri attori hanno contribuito totalmente al grande successo del prodotto. Ognuno con la propria piccola o grande parte, ha dato voce al mondo che ruota attorno al Pinocchio di Matteo Garrone.
Un film che ha saputo conquistare tutte le aspettative del pubblico. L’affascinante storia che ci ha accompagnato dalla nascita ora continuerà a farlo anche grazie al talento registico di Matteo Garrone il quale, dopo Il Racconto dei Racconti e Dogman, è tornato a mostrarci un ambiente dai tratti cupi e grotteschi, offrendoci la sua personale e impeccabile versione.
Film visto venerdì 27 dicembre alle ore 18 presso la sala Enerpetroli del CineTuscia Village

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI