Visita all’antica colonia latina di Cosa luogo privilegiato

Luciano Pasquini

Quest’area situata sulla parte alta del borgo di Ansedonia, (bellissimo il panorama che si gode da qui sull’Argentario) anche se non è vastissima, ha diverse rovine e costruzioni risalenti tra il III° e il II° secolo a.c. Parliamo della città di Cosa, domenica 20 maggio in una escursione organizzata da Archeotuscia è stato come perderci tra le sue rovine, ammirare un panorama unico dalle sue alture, e camminare tra lecci e olivi secolari in una macchia mediterranea incontaminata, lo si deve  a Brown, Frank Edward. – Archeologo statunitense (1908 -1988) professore di studi classici alla Yale University. (1952-63), direttore della American Academy di Roma (1965-69), socio straniero dei Lincei. La storia nasce durante la seconda guerra mondiale, l’allora il giovane Brown impegnato nei bombardamenti contro le truppe naziste passando più volte sopra Ansedonia si accorse delle numerose rovine che testimoniavano l’importanza del sito. Terminata la guerra chiese il permesso di poter scavare e successivamente realizzo con il materiare rinvenuto il Museo Archeologico Nazionale di Cosa che fu costruito al di sopra delle mura perimetrali di una abitazione privata di epoca romana e fu donato al popolo italiano nel 1981, dalla marchesa Sanfelice di Monforte, proprietaria del terreno e dall’American Academy in Rome, che dal 1947 ha eletto l’antica colonia latina di Cosa quale luogo privilegiato delle proprie attività di ricerca.
La storia di Cosa è la storia di una colonia di diritto latino fondata nel 273 a.C. su una collina a sud dell’Argentario citata anche da Strabone. Nel III secolo a.C. Roma attacca le città Etrusche tirreniche, e nel territorio confiscato a Vulci sarà dedotta la colonia di Cosa, nove anni della prima dello scoppio della prima Guerra Punica (264-241a. C.). In occasione della sua fondazione anche il paesaggio agrario venne del tutto ristrutturato, come attestano le tracce di centuriazione nella Valle D’Oro. La presenza del Portus Cosanus conferma le motivazioni anche strategiche della scelta del sito. La città conobbe una seconda deduzione coloniale nel 197 a.C. dove visse la sua massima prosperità fino al 70 a C. circa quando Cosa venne saccheggiata e subì le gravi conseguenze di un’incursione, forse di pirati. Successivamente nel corso dei secoli si alternano a periodi di grave crisi a periodi di prosperità, da qui l’appellativo di città intermittente. Dopo il 250 d.C. la popolazione si trasferirà definitivamente in Pianura. Tra il VI e IX secolo d.C. sull’acropoli nasce un Castrum Bizantino l’insediamento muta il nome da Cosa in Asedonia. A partire dal XIII secolo Ansedonia entrò nei possedimenti della famiglia degli Aldobrandeschi e poi del comune di Orvieto, fu infine distrutta dalla repubblica di Siena nel 1329. Archeotuscia Onlus promuove lo studio la divulgazione il recupero e la fruizione del numeroso materiale storico e archeologico. Una lunga attività che il neo eletto presidente Luciano Proietti sta portando avanti con impegno e dedizione pur essendo molto ridotte le risorse.

Info:

Gestore per la tutela: POLO MUSEALE DELLA TOSCANA
Proprietà: Ente MiBAC
Ingresso: 2 € Museo, Area archeologica gratuita
Giorni e orario apertura: Ottobre-Marzo (ora solare): Lunedì-Sabato e 1a Domenica del mese 8.15-16.30; Aprile-Ottobre (ora legale) Lunedì-Domenica 10.15-18.30; Prenotazione: Nessuna
Comune: Orbetello
Indirizzo: via delle Ginestre
Telefono: +39 0564 881421
Fax: +39 0564 881421
Email: pm-tos@beniculturali.it
Sito web: http://www.polomusealetoscana.beniculturali.it/

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI