Vincenzo Ceniti scopre i santi viterbesi a Gemona

Vincenzo Ceniti

Sorpresa a Gemona nel Friuli. Nel refettorio del monastero delle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore (80 coperti riferiti alle attuali presenze di religiose) ho visto le immagini di santa Rosa da Viterbo (è scritto di Viterbo), di santa Giacinta Marescotti (è scritto Mariscotti) e di san Bonaventura. che insieme ad altre decorano gli stalli lignei neogotici ricostruiti dopo il terremoto del 1976. In particolare il volto di Rosa è molto simile a quello della giovinetta raffigurato nella tela settecentesca di anonimo custodita nel Museo del Colle del Duomo di Viterbo. Ma c’è di più. Alla costruzione del monastero risalente al 1861, contribuì in misura determinante padre Gregorio Fioravanti da Grotte di Castro (1822-1894) dei Francescani Minori Osservanti. Divenne sacerdote a Viterbo nel 1845 dove trascorse gli anni giovanili presso il convento di Santa Maria del Paradiso. Trasferito a Venezia, divenne nel 1856 generale della Provincia minoritica lombardo-veneta. Per la costruzione del monastero di Gemona che venne gravemente danneggiato insieme al paese dal terremoto (circa 400 morti) – e quindi ricostruito – fu provvidenziale l’incontro nel 1860 con la duchessa Laura Leroux de’ Bauffremont che finanziò l’impresa. La visita al monastero e al refettorio – insieme ad una rappresentanza di studenti ed insegnanti della Scuola Paritaria del Paradiso di Viterbo – guidata da suor Chiarafrancesca del Sacro Cuore, si è resa possibile grazie all’interessamento del parroco di Grotte di Castro don Tancredi Muccioli.

Foto : immagini di santa Rosa, santa Giacinta Marescotti e san Bonaventura

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