Unitus, Nascetti: Le “campane’ alle Saline risolleveranno il popolamento ittico e la biodiversità”

di Luciano Costantini

Il traguardo è ambizioso, ma legittimo e soprattutto meritevole per l’immediato futuro dell’ambiente e dunque di chi ci vive. Si chiama ZTB, acronimo di Zona Tutela Biologica. Il luogo deputato è quello storico delle Saline di Tarquinia, i promotori e attori dell’operazione l’Università della Tuscia e il Comune di Tarquinia, i finanziamenti sono quelli messi a disposizione dalla Regione Lazio e dall’Unione Europea. Otto milioni di euro già utilizzati per proteggere e ripristinare la biodiversità dell’ampio spicchio di mare, che va da Civitavecchia fino e oltre Montalto di Castro, diviso in cinque settori di intervento. Quello delle Saline è sostanzialmente il fulcro del progetto condotto dal gruppo di ricerca diretto dal professor Giuseppe Nascetti, in stretta collaborazione con la professoressa Roberta Cimmaruta, entrambi di Unitus. Progetto, denominato Life-Natura, che ha la priorità di migliorare il ricambio idrico all’interno delle antiche vasche per arginare il preoccupante fenomeno di eutrofizzazione e degrado dell’ambiente. E in contemporanea ripristinare l’habitat marino a vantaggio delle varie specie ittiche che, purtroppo, la pesca a strascico rischia di penalizzare in modo irreversibile. Ma ora, insieme ai timori, stanno arrivando anche segnali incoraggianti di inversione di tendenza. E vengono niente meno che dagli astici. “Stiamo letteralmente seminando – spiega il professor Nascetti – molti piccoli di questa specie che negli anni si riprodurranno facendo crescere il loro numero. Abbiamo installato nel mare antistante le Saline una sessantina di grosse campane (reef ball), più semplicemente degli enormi contenitori nei quali le diverse specie ittiche possono trovare rifugio e che allo stesso tempo impediscono l’intrusione devastante delle reti a strascico. “Più specie, più pesci e più grandi”, sottolinea Nascetti in conferenza stampa. “E’ necessario far capire – spiega la professoressa Cimmaruta – che l’intera operazione non ha semplicemente fini di tipo ambientale, ma un orizzonte economico perché nel tempo garantirà anche risultati concreti attraverso l’aumento del pescato e della sua qualità. Il tutto nel rispetto dell’ecosistema e nell’interesse di tutti”. Quello delle Saline è ovviamente un progetto pilota per le altre quattro aree di intervento. “Ora – puntualizza Nascetti – è fondamentale  avere risposte rapide ed adeguate dall’autorità politica e amministrativa. Spero che chi è chiamato a prendere le decisioni qualche volta ascolti anche la voce delle scienza”.

 

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI