“Scacco Matto alle rinnovabili”, il nuovo report di Legambiente che illustra storie di blocchi e buone pratiche

Impianto eolico

Legambiente, alla Fiera di Rimini KEY – The Energy Transition Expo, presenta il nuovo report “Scacco Matto alle rinnovabili” per l’anno 2026, in cui illustra storie di blocchi, ma anche buone pratiche.

Nel Lazio, pareri contrastanti tra ministeri e moratorie della Regione contro le FER che hanno generato lunghi stop dei processi autorizzativi; ma ci sono da registrare anche sentenze positive del Tribunale Amministrativo Regionale. Se nel Rapporto si descrive un’Italia dove la corsa alle rinnovabili è colma di battute di arresto, ostacoli e ingolfamenti burocratici, nel Lazio questa tendenza è evidente nel caso del “Parco Eolico Energia Viterbo” da 33,6 MW: l’impianto, dopo aver ricevuto un parere favorevole dalla Commissione Tecnica PNRR-PNIEC ne ha ricevuto uno contrario dal Ministero della Cultura (MIC) nel gennaio 2025. Parere giustificato dall’impatto paesaggistico ritenuto negativo per la visibilità delle torri, nonostante le aree interessate non siano sottoposte a vincoli in tal senso e nonostante non lontane si stagliano sul paesaggio le ciminiere delle centrali fossili di Civitavecchia e Montalto. A popolare il fronte contrario all’impianto ci sono comitati o amministrazioni locali. Il risultato è lo stallo del procedimento autorizzativo, ancora oggi in corso presso la presidenza del Consiglio dei ministri.

Le buone pratiche regionali vedono protagonista il TAR del Lazio che a dicembre 2025 ha accolto il ricorso della società promotrice dell’impianto eolico “Acquaforte” da 47,2 MW destinato a generare energia eolica tra i comuni di Celleno, Montefiascone e Viterbo. Il Tribunale ha richiamato il Ministero dell’ambiente, che dal 2023 deve pronunciarsi sulla VIA(Valutazione Impatto Ambientale), all’obbligo di concludere il parere finale entro un massimo di 30 giorni dalla sentenza. Nell’aprile del 2025 intanto, il TAR ha dichiarato illecita la delibera regionale del 2023 che aveva inserito una moratoria, sospendendo le autorizzazioni per nuovi impianti fotovoltaici ed eolici nel tentativo di guadagnare tempo, in mancanza della definizione di aree idonee che lo stesso ente regionale deve generare.

“Per realizzare la transizione energetica nel Lazio è arrivato il momento di scatenare le rinnovabili dei grandi impianti eolici e fotovoltaici, nel rispetto dei piani e, sul solare, con la sinergia dell’agrivoltaico tra agricoltura e fotovoltaico. Un passo in avanti in tal senso arriva dalle sentenze del TAR – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – con la quale si richiama la Giunta sulla ingiusta legge moratoria anti fonti rinnovabili. Ora la Regione deve concludere la redazione della mappa delle zone idonee che attendiamo da tre anni. I ritardi e i pareri contrastanti sulla realizzazione degli impianti, non solo comportano prolungamenti temporali nel liberarci dalle fonti fossili ma sono anche un sostegno indiretto e concreto al fossile, al suo utilizzo e alle emissioni climalteranti che genera, alimentando peraltro il circolo vizioso dell’approvvigionamento di gas e petrolio da territori dove si combattono guerre drammatiche. Anche nella nostra regione oggi più che mai, tra le più grandi azioni di pacifismo, c’é la realizzazione di una turbina eolica o il posizionamento di un pannello fotovoltaico”.

Gli studi e le presentazioni sono disponibili sul sito legambiente.it.

 

Legambiente Lazio
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