Umberto Fanciullo: Viterbo, lo sport, il basket

di Isabella Cristaudo

Incontriamo il coach della Stella Azzurra, squadra di pallacanestro maschile viterbese, che nel  mondo del basket è entrato da giocatore nel 1983 partendo da Guidonia, la sua città natale, divenendone allenatore nel 1995… sino ad arrivare a Viterbo nel 2011.

Qual è il suo rapporto con Viterbo?
Dopo 6 anni da allenatore, sono ormai affezionato a Viterbo. E’ una cittadina con la classica realtà di provincia dove però c’è tradizione nel basket e al momento anche tanta voglia di tornare agli splendori di un tempo.

Qual è il suo rapporto con la società della Stella Azzurra?
Il primo sentimento è certamente quello di riconoscenza, poiché questa società mi ha permesso di fare l’esperienza da capo allenatore in serie B. Dopo 5 anni, a questo punto mi sento di dire che ci sia fiducia reciproca e certamente un contesto che mi permette di allenare con serenità. Direi che nel rispetto dei ruoli tutti i componenti sono accomunati dalle stesse passioni.

Ci parli del suo percorso…
Da giocatore ho esperienza fino alla C2 nel ruolo di playmaker. Da allenatore feci il corso nel ’96 e in questi 23 anni di tessera ho sempre seguito il settore giovanile e il mini basket. Nella maschile ho poi allenato la serie B, C e D. Nella femminile ho fatto un anno da assistente in serie B e debbo dire che fu un anno importante nel quale imparai molte cose relativamente alle dinamiche e alla gestione del gruppo.

Quali sono le maggiori differenze che riscontra tra il settore maschile e femminile nella pallacanestro?
Da mero osservatore ho molta curiosità per la pallacanestro femminile. Se si tralascia l’aspetto fisico atletico che a certi livelli dà una percezione del gioco diversa, le donne trovo che siano più allenanti per forma mentale, più dedite al lavoro e mostrano talvolta maggiori motivazioni rispetto ai colleghi maschi.

Ci racconta del suo lavoro con i settori giovanili?
Da un paio di stagioni, abbiamo provato a metter su un progetto di tre anni, con il quale ottimizzare al massimo le risorse. Le società di Viterbo, ovvero la Stella Azzurra che fa la C Gold, e le Ants che fanno la B femminile ed il prossimo anno l’A2 poiché sono appena salite, hanno cominciato a collaborare. Un lavoro che ha permesso di avere gruppi U14, U15 e U16 molto competitivi; non ancora per le fasce d’eccellenza, ma sicuramente per quelle elité e gold. ed avere giocatori ‘fatti in casa’, che possano poi esser pronti a disputare un campionato come quello di C Gold, quando avranno 17-18 anni. Io personalmente alleno l’U14 e seguo anche l’U15; siamo nelle prime otto del Lazio con l’U14, mentre con l’U15 stiamo preparando le Final Four. Questi sono risultati che, per una realtà come la nostra che non fa reclutamento fuori, ma solo sul territorio, devono costituire sia un punto d’arrivo sia una base di partenza. Uno dei nostri grandi obiettivi è di creare un’appartenenza, una ‘viterbesità’, che possa portare in futuro ad una squadra composta magari per 8/10 da ragazzi del posto, e per il resto da giocatori che possano farti fare il salto di qualità, riuscendo anche a contenere i costi. Il tutto per riportare Viterbo tra le prime realtà del Lazio, come merita in base alla sua tradizione.

Il suo sogno nel cassetto da allenatore?
Il primo sarebbe quello di vincere uno scudetto in un campionato giovanile. Il secondo poter allenare un settore giovanile all’estero.

 

Una domanda a bruciapelo prima di chiudere.. se dovesse spiegare a un giovanissimo che cos’è la pallacanestro cosa gli direbbe?
Che è uno sport di squadra di aggregazione e questa è la cosa che rende la disciplina cosi bella.

Intanto il coach si cimenta da scrittore, è appena uscito il suo libro dal titolo The Program San Antonio Spurs, per restare in tema…

Buon Basket e in bocca al lupo coach!

 

 

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI