Turismo e Cultura crisi da Coronavirus. L’assessore De Carolis: “Viterbo in Fiore salta al 2021, la vicinanza a Roma ci aiuterà al momento di ripartire”

di Luciano Costantini

La cultura è l’asset più importante sul quale possono contare Viterbo e l’intera Tuscia. Il Coronavirus ci ha colpiti, ma non ci ha affondati. È un fatto che i media locali oggi riescono a fatica ad intercettare eventi, luoghi , personaggi che erano naturale attrazione di questa nostra terra. Ma lo consideriamo soltanto un passaggio negativo in un percorso on gradi di mettere insieme importanti e probabilmente impensate risorse. Ne è convinto anche l’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Viterbo, Marco De Carolis: “Certo al momento è tutto fermo e non so francamente quando è come potremo ripartire anche perché sarebbe difficile immaginare eventi con una naturale presenza di tante persone”.

La fiera dell’Annunziata é stata annullata e gli altri avvenimenti in calendario? Parliamo, per esempio, di quello più temporalmente vicino come Viterbo in Fiore
Viterbo in Fiore sicuramente verrà spostato al prossimo anno anche se il rinvio non é stato ancora ufficializzato. Caffeina? Non posso dire assolutamente nulla. Siamo tenuti a rispettare le linee guida del governo che vengono aggiornate periodicamente. Magari tra un mese e mezzo saremo ancora tutti a casa o forse no. Sinceramente non ho una risposta da dare.

Questo coprifuoco a tempo indeterminato quanto potrà costare non soltanto in termini di pil locale ma pure di immagine?
Tantissimo. A livello nazionale il turismo era già in calo e chiaramente anche Viterbo e la Tuscia ne risentiranno. Questa è una città che fino alle scorse settimane riusciva a riempirsi di gente, soprattutto nei Week end e il fermo inevitabilmente lo sconteremo. Però abbiamo la fortuna di essere vicini a Roma e questo ci aiuterà al momento di ripartire.

Considera la Capitale un sostegno importante per la ripresa?
Potrà giocare un ruolo di primo piano perché in grado di garantire un flusso consistente di turisti verso la nostra città. L ‘offerta è assolutamente ricca per patrimonio storico, artistico, culturale e per la presenza delle terme.

Chiuda gli occhi per un attimo: qual è la cosa che più la preoccupa?
Ripartire . Far ripartire il tessuto economico. Se riparte l’economia riparte tutto.

Ultima domanda,magari banale alla quale appare sinceramente azzardato dare una risposta: la festa di Santa Rosa?
Per me ci sarà. Sono convinto che la Santa ci aiuterà. Fino ad oggi ci ha sempre aiutato. Certo al momento non posso dire nulla perché nessuno può prevedere l’evoluzione del Coronavirus. Mi sento invece di dire che sicuramente a ottobre riapriremo il teatro dell’Unione. Ne abbiamo bisogno tutti.

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