Tra memoria e Risorgimento: a Viterbo la presentazione del romanzo di Camilla Pulcinelli

di Loredana Biaggi

Mio padre si chiamava Aurelio Bianchi Giovini

La sezione “Pasquale Picone” della Società Filosofica Italiana di Viterbo annuncia il prossimo appuntamento del suo calendario culturale, in programma venerdì 10 aprile alle ore 16.30. L’incontro si svolgerà presso la Sala delle Conferenze della Biblioteca del Rettorato, con accesso da via Santa Maria in Gradi 4, a Viterbo.

Protagonista dell’evento sarà la presentazione del romanzo Mio padre si chiamava Aurelio Bianchi Giovini, opera d’esordio della professoressa Camilla Pulcinelli. Il volume nasce da un accurato lavoro di ricerca archivistica e si colloca sullo sfondo del giornalismo del Risorgimento, intrecciandosi con i fatti che hanno accompagnato il processo di unificazione nazionale: al centro della vicenda emerge infatti la figura di Aurelio, intellettuale inquieto, esperto di giornalismo politico e sostenitore di idee innovative, tra cui un deciso anticlericalismo. La sua attività e il suo pensiero contribuirono al clima culturale e politico che portò all’unificazione del Paese, pur senza consentirgli di vedere pienamente realizzato il progetto di Roma capitale.

Il romanzo, pubblicato da Rubbettino Editore, si sviluppa attraverso il racconto di Urania, una delle sei figlie del giornalista, che in età avanzata rievoca con nostalgia il mondo della sua giovinezza. Dalla Torino capitale del Regno di Sardegna al fervore politico e culturale dell’epoca, emergono i ricordi legati alla figura del padre, descritto come uno dei più incisivi protagonisti del giornalismo risorgimentale. Nella narrazione, il 1905 segna un momento di svolta: è da questo punto che si riattivano i ricordi della protagonista, ripercorsi attraverso le diverse fasi della sua vita. Si delinea così il microcosmo della famiglia Bianchi Giovini, tra esili, trasferimenti e le grandi tappe storiche del Risorgimento — dal Quarantotto alla spedizione dei Mille — fino al compimento dell’Unità d’Italia.

Durante l’incontro, l’autrice dialogherà con il professor Bonafede Mancini, membro del Comitato Provinciale viterbese del Risorgimento italiano. Il confronto offrirà l’occasione per un momento di riflessione e approfondimento storico-letterario, capace di coniugare ricerca, narrazione e memoria collettiva e altresì per approfondire il rapporto tra la classe politica dell’Ottocento e il giornalismo impegnato, di cui Aurelio Bianchi Giovini rappresentò una figura autonoma e controcorrente.

Note biografiche dell’autrice

Camilla R. Pulcinelli è stata docente di Materie Letterarie nei licei. Con i documenti archivistici ha sempre avuto rapporti amatoriali, ma solo alcuni articoli hanno raggiunto una forma editoriale. Ora, infine ha saputo raccogliere gli appunti e le pagine di riflessione, muoversi nei labirinti degli archivi, e, grazie anche a un incontro casuale – quasi una folgorazione davanti alla vetrina di una libreria antiquaria – ha saputo “realizzare un sogno”. Ecco allora che Aurelio Bianchi Giovini – un doppio cognome evocato in famiglia, sommessamente quasi fosse un segreto – ha potuto emergere, fino a diventare motivo per un romanzo finalmente edito e pubblicato.

 

Possibilità di partecipare all’incontro da remoto collegandosi al seguente link dalle 16.30 in poi https://unitus.zoom.us/j/7763271762?pwd=dnN3RUQzdHVzZ2NvbGRuN29qRU5rQT09

 

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