Termalismo.”Va tutelato il bacino termale nella sua globalità”.

“Sulla qualità, non ci sono dubbi: è ottima per la presenza di solfati, anidiride carbonica e idrogeno solforato. Tanto che si parla di acqua ipertermale”, lo ha dichiarato il Prof.Piscopo dell’Università della Tuscia relatore al convegno organizzato ieri alla Sala Regia sul Termalismo ,convegno richiesto da alcuni movimenti di settore ha focalizzato gli obiettivi primari: il censimento e l’apertura gali investitori, agendo in un progetto delineato e fattibile.
Primo punto: Il rilievo esatto della quantità d’acqua disponibile che, allo stato attuale , assomma complessivamente a circa 80 litri al secondo rispondente alla portata complessiva del bacino, ma la disponibilità vera del Comune di Viterbo attraverso la concessione da parte della Regione si riduce a 52-53 litri al secondo e si riferisce all’area del Bullicame. I risultati resi sono frutto dello studio condotto dal professor Piscopo dell’Università della Tuscia nel 2008-2010).
E’ stato chiesto all’ateneo viterbese uno studio più approfondito e aggiornato di tipo industriale proprio per mettere a disposizione di eventuali nuovi imprenditori dati certi sui quali operare.. Il prof. Piscopo ha asserito che ”La potenzialità del bacino idrico viterbese -aggiunge – è calcolabile in circa 150 litri al secondo, se saranno chiuse tutte le falle che attualmente limitano la portata.
Il sindaco Leonardo Michelini, chiudendo la riunione, enuncia con chiarezza: “Va tutelato il bacino termale nella sua totalità: controllo sui prelievi abusivi, controllo su quelli autorizzati, sottraendo sprechi e utilizzi impropri.
E’ necessario valorizzare questa risorsa, favorendo nuovi insediamenti e potenziando quelli esistenti. Queste sono le condizioni affinché Viterbo possa diventare davvero ”Più acqua disponibile equivale a maggiori possibilità di investimento – ha aggiunto l’assessore preposto al termalismo Antonio Delli Iaconi -.
Secondo punto: è’ arrivato il momento di captare gli investitori interessati ad un piano industriale.
La strada per favorire i nuovi insediamenti la indica il consigliere regionale Enrico Panunzi, presidente della sesta commissione direttamente interessato all’ argomento: ”C’è un programma che metterà a regime 70 milioni di euro. E’ la cosiddetta Call for proposal, presentata qualche giorno fa in Camera di commercio a Viterbo.
Per la Tuscia, sono due i campi sui quali puntare con proposte concrete: il settore termale e il distretto e posti di lavoro”.
Interviene l’assessore alle attività produttive comunale Sonia Perà che definisce in modo preciso lo stato attuale delle cose: “ Viterbo oggi non è una città termale, ma una città dove operano stabilimenti termali.
L’obiettivo equanime degli amministratori è di rendere fattibile la presenza di più operatori che facciano sistema per fare concorrenza ad altre realtà.
Spunti giusti da tradurre in un programma affinché quanto emerso da un incontro così importante si possa tradurre in fatti concreti.
E come dice il consigliere Panunzi “Lo schema è presto fatto: non bisogna lasciarci sfuggire queste opportunità”.

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