Tarquinia protesta mancata riapertura centro prelievi Avis

Martedì pomeriggio, il presidente dell’Associazione volontari del sangue di Tarquinia, Francesco Amerighi, si è dimesso dalla carica per protesta contro le lungaggini burocratiche che rallentano l’assegnazione di nuovi locali e la riapertura del centro per le donazioni del sangue.
La struttura, gestita dall’Avis, è situata all’interno dell’ospedale di Tarquinia. Dopo un sopralluogo delle autorità sanitarie regionali, le stanze sono state giudicate non più idonee e dal 1 luglio non è possibile donare il sangue.
“La chiusura forzata fino ad oggi ha provocato la perdita di 200 sacche di sangue – dichiara Silvano Olmi, vice presidente nazionale di Fare Verde e donatore di sangue da molti anni – la questione sembrava risolta quando all’Avis di Tarquinia è stata consegnata un’autoemoteca che però, dopo settimane di inutile attesa, è risultata anch’essa non idonea.
Una vera beffa che ha fatto arrabbiare ulteriormente i donatori.
Ecco perché il presidente Amerighi, ha rassegnato le dimissioni disgustato da una situazione che crea disagi ai donatori e a chi deve ricevere il sangue.
L’Avis di Tarquinia attende ancora l’assegnazione di nuovi locali all’interno dell’ospedale – denuncia Olmi- i cui lavori di ristrutturazione e adeguamento saranno a completo carico del nostro sodalizio.
Se ci saranno ulteriori ritardi – conclude Olmi – Fare Verde presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia al fine di accertare eventuali responsabilità a qualsiasi livello.”

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