Santa Rosa e quell’incontro inaspettato in Basilicata

di Donatella Agostini

Sembrerà strano, ma esiste un piccolo pezzo di Viterbo nel cuore aspro, selvaggio e bellissimo della Basilicata. Siamo in provincia di Potenza, e precisamente nel caratteristico paese di Moliterno, a novecento metri circa sul livello del mare. Il borgo si sviluppa su un’altura e abbraccia un castello angioino, dipanandosi in tipici e pittoreschi vicoletti acciottolati, in cui svettano chiese e palazzi nobiliari.

Nella seicentesca chiesa di Santa Croce si trovano pregevoli e suggestive opere d’arte. La semplicità della facciata chiara rivela la sua impronta francescana: all’interno, numerosi altari barocchi celano nicchie contenenti statue e tele di grande valore. E in una nicchia della navata principale c’è un’antica statua lignea che rappresenta Santa Rosa da Viterbo.

Incuriositi dal fatto che la nostra Santa patrona sia venerata anche a quasi cinquecento chilometri di distanza dalla sua città, giungiamo direttamente sul posto e parliamo con Marianna Spina – già ministra dell’ordine francescano secolare e nostra guida nella visita alla chiesa – che ci accompagna di fronte alla nicchia contenente la statua.

La nostra Rosina, dal volto roseo e tondo rivolto verso l’alto, è raffigurata con la tonaca delle Clarisse: quell’ordine religioso che santa Rosa desiderò ardentemente di abbracciare, ma dal quale fu respinta per la salute precaria.

La sua figura è sovrastata da un puttino alato e calpesta con il piede sinistro un torso umano privo degli arti. «Quel torso potrebbe appartenere ad una figura demoniaca, come metafora della santità che sconfigge il male, oppure alla Morte, a cui Rosa ha saputo tenere testa a lungo», ci spiega Marianna Spina. «La statua inizialmente era più grande; quando si decise di collocarla nella nicchia dalle dimensioni più contenute, si sacrificò parzialmente il soggetto negativo del gruppo scultoreo».

L’autore della statua è Giacomo Colombo, artista padovano di epoca barocca. «Colombo amava realizzare panneggi plastici, che davano l’illusione del movimento». In effetti, la tunica di santa Rosa sembra svolazzare ad una brezza misteriosa. Ma perché proprio santa Rosa e perché qui? «Non si sa con certezza.

La nicchia apparteneva all’altare della nobile famiglia Parisi di Moliterno, che avrebbe dato i natali al generale Giuseppe Parisi, fondatore dell’accademia militare della Nunziatella di Napoli.

Probabilmente, un’esponente femminile della famiglia portava il nome Rosa e le era devota». Proseguiamo con la visita della chiesa, che contiene anche un crocifisso ligneo di pregevole fattura. «Anticamente in questa zona ci doveva essere una cappella dedicata al Crocifisso, ma non sappiamo se quello che vediamo ora sia quello originale. Questa scultura è particolare, perché i piedi di Gesù sono inchiodati separatamente, all’uso bizantino».

Ammiriamo anche una scultura lignea raffigurante la Madonna con Bambino, le cui fattezze matronali testimoniano un’origine cinquecentesca, e una vivida Deposizione  d’impronta in stile caravaggesca sull’altare maggiore. Sullo sfondo è raffigurato un paese, che presumibilmente è proprio Moliterno.

Torniamo di fronte alla nostra Santa, e questo è occasione per parlare ancora di lei e della forte devozione dei viterbesi nei suoi confronti. «Intorno al 2006, quando sono avvenuti i restauri delle opere che vedete, ho cercato di informarmi sulla vostra Santa Patrona per esserle vicina il più possibile», conclude la nostra gentile guida. «Ho contattato le vostre Clarisse per farmi mandare i canti di santa Rosa, per il nostro coro parrocchiale.

Santa Rosa è una figura che merita di essere conosciuta, e farà piacere ai viterbesi sapere che è amata anche a chilometri da casa. Mi è rimasto il sogno di venire a Viterbo e vedere la Macchina… la seguo sempre in televisione, e mi spaventa vedere quando i facchini la fanno girare in quei vicoli stretti stretti… ma come fanno! Credo che dal vivo sia a dir poco emozionante». E per noi è emozionante sapere che devoti lontani e insospettabili si inginocchiano davanti alla nostra Santa e uniscono le loro preghiere alle nostre.

www.parrocchiamoliterno.it/chiesa-di-santa-croce/

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