Sabina Borri, la Borri Books una grande intuizione, Viterbo la scelta del cuore

di Giulia Benedetti

Se vogliamo ammetterlo, è la vera grande notizia di questo periodo ancora appeso sulla pandemia.
In pieno centro, a Viterbo in piazza della Repubblica, nei grandi locali, da alcuni anni chiusi,la nuova insegna che arriverà sarà quella di Borri Books, la grande libreria che apre proprio di fronte al monumento del Facchino, degno emblema di  una tradizione secolare della città dei Papi. Ma anche in posizione strategica, tra Corso Italia e via Marconi il crocevia del cuore pulsante della città.
Ne parliamo con Sabina Borri, esponente della azienda di famiglia che fa riferimento a Paolo Borri, colui che negli anni novanta decise, andando controcorrente di lasciare la  vendita di articoli di vario genere e di aprire una libreria. La scelta ricaduta su  Viterbo non è solo una sfida sui tempi, andando ancora una volta controcorrente ma è imputabile a un fatto sentimentale, che si riallaccia alle origini della famiglia Borri.
Tanti anni fa, intorno agli anni ’50, il nonno Antonio aprì a Viterbo gli uffici amministrativi dell’impresa, uno dei quali si trovava proprio a piazza della Repubblica. Nel locale dove verrà aperta la libreria all’interno, c’è ancora la scritta “Borri’datata anni ’50”.

Se la scelta di Viterbo ha un significato personale, come si è passati nel gap generazionale dall’emporio classico, con vendita di articoli di vario genere, ad un articolo selettivo come il libro?

Avevamo dei grandi magazzini a Roma e gli uffici a Viterbo. Mio padre, Paolo, era un grandissimo lettore e proprio quando, più di vent’anni fa, l’editoria cominciava a non essere più un business redditizio, capì che le librerie erano la sua passione, decidendo così di aprirne una. La prima libreria della stazione Termini di Roma.Io e le mie sorelle siamo nate e cresciute tra i libri, proseguendo ciò che nostro padre ha iniziato. Siamo librai da due generazioni, perciò non era pensabile aprire nient’altro che non fosse una libreria.

Se il punto vendita di stazione Termini a Roma rimane il cardine dell’impresa di famiglia, da Viterbo con un locale di due piani in posizione strategica cosa vi aspettate?

La nostra aspettativa è quella di creare un punto d’incontro, di lettura, di cultura, dove incontrare gli autori. Magari ricreando un po’ l’ambiente di Termini, ovvero un luogo in cui passa moltissima gente e la libreria diventa un punto focale, in cui ci si può fermare, non solo per acquistare libri, ma anche per sostare e conoscere i propri autori preferiti o per vedere dei fumettisti all’opera. Un luogo particolare.

Avrete un orario continuato?

Sicuramente l’orario verrà valutato di volta in volta. Per noi è fondamentale è l’esigenza del cliente, quindi finché non conosceremo i nostri amici di Viterbo, e chi frequenterà la libreria, l’orario sarà molto “elastico”. Per adesso siamo propensi per un orario classico, diverso da quello di Termini (aperta quasi 24h su 24), poi sarà dettato dai ritmi della città in cui ci inseriremo.

Costruirete eventi, come presentazioni autorevoli  e di autori emergenti?

Da noi gli autori sono tutti importanti. Quindi ospitiamo nuovi astri nascenti della letteratura, piccoli editori, così come grandissimi personaggi. Per noi è fondamentale che la libreria sia aperta a tutti. La libreria è la casa degli autori e degli editori. Purtroppo le librerie sono poco capite, perché poco frequentate.

Ovvero?

Mi piace spesso dire che una libreria è come una gelateria: non è possibile che non ci sia un gusto che non ti piace, che non ti faccia impazzire. Il problema è avere qualcuno che in quell’immensità ti guidi e cerchi di comprendere i tuoi gusti per poterti aiutare. Se si facesse vedere così a tutti, compresi i bambini, vi assicuro che le persone rimarrebbero legate ai libri.Chi è che non frequenterebbe la libreria? Purtroppo siamo sempre condizionati dalle letture che ci impongono. Non possiamo imporre a tutti il gelato alla fragola. La bravura dei librai è farti scoprire universi inesplorati. Non si può aver scoperto una meraviglia e non raccontarla.

Quando pensate di aprire, c’è già una data o una ipotesi di periodo?

Noi speriamo vivamente di aprire prima di Natale, magari riuscendo ad organizzare anche qualche bell’evento. Tuttavia, come è pure visibile, ci sono ancora i lavori in corso, perciò, dipende anche da quanto essi si protrarranno..

Assumerete giovani viterbesi, magari universitari, farete un accordo con l’Università della Tuscia?

Per noi i nostri dipendenti sono fondamentali e in esigenza di personale supplementare saremo ben felici di acquisirlo sul territorio formandolo nel modo migliore possibile, facilitando la condivisione, la passione per la lettura.

In che modo pensate di attirare i giovani in libreria?

Siamo forti come Borri Comics: abbiamo tantissime graphic novel, manga di ogni genere, fumetti, ecc…Siamo tra i primi ad aver messo i fumetti in libreria, quando veniva considerato inadatto. Sono tanti i giovani che ci si avvicinano tramite i fumetti, per poi scoprire il mondo delle graphic novel, ognuna dai disegni e dalle trame bellissime. Abbiamo anche pubblicato dei giovani fumettisti che tramite loro le opere hanno toccato anche tematiche sociali ed attuali. Siamo stati e saremo sempre aperti ai giovani. La nostra libreria non ha mai avuto colore, religione o orientamenti vari. Chi entra può trovare solo il piacere di confrontarsi, di parlare di ciò che ama e cercando di coinvolgere gli altri. Siamo aperti a tutti.

Dialogherete con le case editrici locali?

Le trattiamo già tutte le case editrici, anche le più piccole, quindi probabilmente, abbiamo già tutti i rapporti aperti. Il principio è sempre quello che la nostra libreria, proprio come una gelateria, deve essere fornitissima, quindi non ci facciamo sfuggire niente.

La pandemia ha fatto riavvicinare un vasto pubblico alla lettura, come intenderete sfruttare questa impronta?

Noi siamo atipici. Mio padre ha aperto una libreria proprio quando l’editoria era in crisi. Crediamo che al lettore vada fatto capire il suo ruolo di lettore. Contiamo che la nostra passione, la nostra conoscenza e il nostro entusiasmo per il libri avvicinino le persone in libreria. Anche quelli che non si sono ancora scoperti tali.

Terme, mare, laghi, Faggeta, nei ritagli di tempo dove preferirà scappare?

Sinceramente non ci ho ancora pensato. Conosco la città di Viterbo, che mi piace tantissimo e spero che i viterbesi mi accompagnino nella scoperta del  territorio.

 Qual è il suo obiettivo?

Il mio obiettivo oggi è quello di creare un punto d’incontro piacevole e vivibile, se i cittadini viterbesi avranno voglia di condividere idee o di aiutarmi ad organizzare cose belle, ne sarei davvero molto felice.

 

 

Nella foto di copertina, da sx le tre sorelle Borri: Pamela, Sabina e Priscilla

 

Il locale di piazza della Repubblica in cui verrà aperta la Borri Books già negli anni 50 con l’insegna del capostipite Antonio Borri

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