Cresca: armonia di bellezze diverse Tosca, Puccini e Nepi

La Tosca secondo il ministro Franceschini: “Eccellenza che dà prestigio all’Italia“. Per la Tuscia tra i momenti più emozionanti degli ultimi anni vissuti il 24 e 25 luglio a Nepi, nella suggestiva Rocca dei Borgia ove con questa opera si sono rappresentate due serate di altissima lirica . Le note scritte per l’eternità dal grande Giacomo Puccini sono risuonate tra le antiche mura della cittadina viterbese dando vita a due rappresentazioni che rimarranno a lungo nella memoria degli spettatori e dei nepesini. Protagonista dell’opera il giovane tenore Roberto Cresca, nepesino, che vestiva i panni del pittore Mario Cavaradossi. Il sipario si è appena chiuso e con la generosità che lo contraddistingue Roberto Cresca ci dice :
“ Per me è stata un’emozione incredibile”- in quanto sono riuscito a portare nella città dove sono nato 35 anni fa l’opera che da sempre rappresenta in toto la mia arte e la mia passione per il melodramma. Io ho iniziato a cantare proprio a seguito di un ascolto di Tosca. Quando ascoltai da adolescente quest’opera rimasi folgorato e dissi a me stesso: prima o poi dovrò fare Cavaradossi! E da quel momento mi sono messo “al lavoro” per realizzare il mio sogno. Iniziai le prime lezioni di canto proprio nella scuola comunale di musica di Nepi, poi il conservatorio Santa Cecilia di Roma, i primi concorsi, la vittoria del Concorso Comunità Europea di Spoleto e tanti altri ruoli portati sul palcoscenico…nei concerti non mancavano mai arie e duetti tratti dall’opera del mio cuore: Tosca. Dopo l’esperienza di portare a Nepi, l’estate scorsa, un’opera (esperienza riuscitissima con la Carmen di Bizet) quest’anno ho deciso di mettere in scena quest’opera straordinaria tra la mia gente. Sono molto soddisfatto perché il pubblico è rimasto incantato per tutto il tempo e ha tributato a noi artisti il giusto riconoscimento con applausi ed ovazioni. Un vortice di sensazioni sono state quelle che mi hanno travolto, sia perché ero sempre concentrato come cantante dato che questa splendida opera pucciniana non permette di avere la benché minima distrazione in quanto molto complessa, sia perché mi sentivo responsabile per tutti i miei concittadini che sono accorsi numerosi per applaudirci e sostenerci e non potevo fallire. Durante il susseguirsi dei vari atti cantavo per ognuno di loro, come se avessi fatto una performance privata per ogni singolo spettatore dando tutto me stesso, generosamente. Ora mi sento più ricco e sono grato al mio lavoro e al mio paese per questo.-Aver realizzato la mia opera nella Tuscia significa pure aver avviato un progetto quello delle Serate Borgiane di cui ho condiviso la direzione artistica che è riuscito ad offrire a un pubblico calorosissimo e partecipe spettacolarità emozionante e di altissimo livello, occasione unica nel suo genere di teatro all’aperto alle porte della capitale ma custodito nella coltre di una provincia di cui per primo godo il respiro. Riprendendo i miei programmi di tenore in giro per il mondo , Nepi rimane sempre il buen retiro”.
(foto di Matteo Piacenti)

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