Rifondazione:”Continua il processo di esternalizzazione dei servizi sanitari della ASL di Viterbo”

Riceviamo e pubblichiamo:
Continua inesorabile il processo di esternalizzazione dei servizi sanitari della ASL di viterbo.
Partiamo dal principio. Diverse centinaia di persone parzialmente o totalmente non autosufficienti nella
Provincia di Viterbo – come altrove – hanno diritto (loro e le loro famiglie) ad un’Assistenza
Domiciliare (ADI) fornita gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale: lo impongono i Livelli
Essenziali di Assistenza (LEA), e rientra nell’universale diritto alla salute sancito nella Costituzione
Italiana. La ASL viterbese ancora negli anni ’90 era un’eccellenza in materia di Assistenza Domiciliare.
Poi sono arrivati i tagli alla Sanità pubblica, il blocco di assunzioni e turnover, e la dismissione di
operatori qualificati e appositamente formati per funzioni di assistenza e riabilitazione. Una mossa
accuratamente pianificata. A questo punto, infatti, una volta fatta terra bruciata di risorse e personale
competente, per rispettare i vincoli dei LEA fissati dalla legge – dicevano – l’unica strada sarebbe stata
quella di esternalizzare e accreditare ai privati. E così hanno fatto, aprendo la porta al “mercato” di
accreditamenti, S.r.L, cooperative o multinazionali, con criteri difficilmente controllabili e centinaia di
lavoratori precari o “a chiamata”. Così è accaduto anche a Viterbo, dove pochi giorni fa (25 febbraio)
un decreto regionale ha concesso l’accreditamento dell’Assistenza Domiciliare alla società RSA Viterbo
S.r.l.. Peccato che la sanità nel Lazio, anche grazie a Zingaretti, continui lo stesso ad attestarsi al di sotto
della soglia dei LEA. Lo chiamano “secondo welfare”, ma è il far west che si scatena quando ai privati
(che hanno l’obiettivo del profitto) si affida la gestione di un servizio pubblico (che ha l’obiettivo di
garantire un diritto).
Roberta Leoni – Rifondazione Comunista (Sinistra Europea) – Federazione di Viterbo

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