Riflessione: Terremoto e le immagini choc

Un magnitudo 4.0 che ha colpito l’isola di Ischia provocando 2 morti, 39 feriti e il crollo di decine di case. Vittime e macerie che geologi, ingegneri e urbanisti definiscono “allucinanti” per un terremoto dall’intensità non elevata, che non avrebbe dovuto essere così devastante. La riflessione della scrittrice Maria Teresa Muratore si orienta su come le immagini intime, di vita privata colte da simili avvenimenti e sbattute nelle prime pagine lacerino i sentimenti delle persone tutte. Fa caldo:si sente dall’afa ma l’effetto di queste immagini fa bruciare dentro.

“Riprendere con la telecamera televisiva e trasmetterla in televisione al telegiornale della sera una bistecca accartocciata e rinsecchita su una griglia per far vedere la devastazione familiare creata dal terremoto si chiama, secondo me, sciacallaggio, ne’ più ne’ meno di quello che va a rovistare tra le macerie per rubare quello che può, un orologio, un bracciale, un anello, qualche soldo, un vestito, rubare queste immagini frugare nell’intimità di queste case per rendere pubblici oltre che i muri crollati anche la quotidianità interrotta e violata rinnova la devastazione di una famiglia, offende la sacralità di una casa, come se a un morto per strada negassimo o peggio ancora togliessimo il panno pietoso che gli si mette sopra per lasciargli almeno, visto che non ha più una vita, la dignità, di non essere osservato come oggetto, di essere protetto dalla morbosità della curiosità della gente”.

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