Prova di illuminazione e penne sotto la Macchina

Luciano Pasquini

Si è consumato nel vero senso della parola  un appuntamento ormai consolidato e apprezzato dai viterbesi: quello con le penne all’arrabbiata offerte dal costruttore della Macchina di Santa Rosa.Vincenzo Fiorillo e dello staff Edilonolo, buon esito per la prova dell’illuminazione di Gloria, la Macchina di Santa Rosa che attraverserà le vie della città il prossimo 3 settembre. Privata delle fiammelle a olio che le conferivano con la loro oscillazione un qualcosa di magico ,una definizione di luce ed ombre sulle superfici bianche della Macchina.

Il 28 a sera in  piazza San Sisto si evocano i ricordi delle Macchine che furono e il confronto tra il volo d’Angeli di Giuseppe Zucchi e l’attuale Gloria di Raffaele Ascenzi  rimane elemento di scambio di vedute, un particolare  trova tutti d’accordo, la bellezza di entrambe, senza nulla togliere al significato e alla singolarità di tutte le altre che si sono succedute che hanno influito con il valore della storia al riconoscimento dall’Unesco di patrimonio immateriale dell’umanità. La Macchina di Santa Rosa, infatti, fa parte della rete italiana delle grandi macchine a spalla riconosciuta dall’organismo internazionale, in cui sono inseriti anche i Gigli di Nola, la Varia di Palmi e i Candelieri di Sassari. E in questa calda serata in cui sembra che l’estate non finisca mai tutti si ritrovano davanti a un piatto di penne che suggella la passione con la quale ogni anno la città vive e partecipa a questa bellissima manifestazione in nome di Rosa.

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