Progetto Sostenibilità: al Dafne 8 milioni di euro. Weber: ci vuole l’emozione delle idee

Rossella Cravero

Otto milioni di euro è il finanziamento straordinario spalmato in 5 anni che il Dafne si è aggiudicato quale Dipartimento di Eccellenza a livello nazionale. La Tuscia si è infatti distinta per la qualità della ricerca nei pregressi cinque anni: da qui la possibilità quest’anno di presentare un Progetto che sarebbe stato valutato per ricevere o meno questo finanziamento straordinario. Il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha “premiato” il progetto dell’Università della Tuscia: “Sostenibilità dei sistemi Agrari e ForEstali in ambiente Mediterraneo in un contesto di cambiamento globale (global change)”, da cui è stato tratto l’acronimo SAFE-Med. La scelta di questo tema generale ha tenuto conto della qualificazione del personale del dipartimento, dei progetti di ricerca che vengono portati avanti, della dotazione infrastrutturale e dell’offerta didattica dipartimentali nonché delle sfide sull’uso delle risorse rinnovabili sulle quali la ricerca in campo agrario, ambientale e forestale è richiesta di suggerire soluzioni.

Durante il Kick-off, meeting di presentazione del Progetto, diretto dal professor Nicola Lacetera, dopo il saluto del Magnifico Rettore che ha espresso orgoglio e soddisfazione per il risultato dell’Ateneo, Robert Weber, presidente Istituto Ixé, ha fatto entrare l’emozione in contatto con la Scienza. “Ho pensato che per parlare di Sostenibilità dovessi trovare un qualcosa a me vicino, che mi desse sia l’emozione che l’intelligenza della cosa”. Il sociologo triestino, appassionato di corsa, ha messo a confronto lo sport di 25 anni fa con quello di oggi; ha catturato gli occhi dei presenti mostrando le immagini di atleti dal fisico filiforme in contrapposizione alla potenza muscolare di quelli di oggi. “Ma perché antropologicamente tutto è cambiato così?” si domanda Weber. “Il perché – risponde lo studioso – è nel diktat odierno: Vincere che si traduce nello slogan che sentiamo echeggiare ovunque: You can make it. Ecco perhé siamo tutti nei guai: perché cambiare un paradigma così usurante per gli uomini, per l’ambiente, per le relazioni è molto difficile”. Tornare a un concetto di sostenibilità, secondo Weeber, è un’ impresa titanica specialmente quando l’altro imperativo che comanda è: Vivere. I grandi numeri parlano di fame nel mondo, dove il lavoro qualunque esso sia, viene accettato perché la sopravvivenza ha la meglio su qualsiasi altra sensibilità. Ed ecco che i dati da lui raccolti evidenziano che con l’aggravarsi della crisi economica, dal 2007 in poi, c’è stato un regredire della sensibilità ambientale. “Basta una lunga crisi, alla base della piramide sociale perché tutto venga messo in discussione. Per questo nel lavoro che andrete a fare, non sarà sufficiente avvalersi della scienza, non basterà definire le risposte in termini di efficienza tecnica, dovrete portarvi dietro quella roba che si chiama emozione: l’emozione delle idee, perché sono queste che trasformano il mondo”. Per il vostro progetto ”dovrete far sapere alla comunità, ai consumatori, ai decisori, cosa state facendo. Un’altra strada è possibile, ma serve coerenza, decisione e molta forza. Non si cambia questo mondo senza ascoltare il cuore, e se vale per lo sport, vale per tutto. Tutto quello che ho detto ha quindi uguale importanza per questo difficile pianeta su cui voi state mettendo le mani e in cui noi abitiamo, e in cui noi vorremmo che abitassero, se non meglio, almeno non peggio, le generazioni future” .

Il Magnifico Rettore Alessandro Ruggieri ha sottolineato come il Progetto sulla Sostenibilità sia “punto di arrivo ma anche di partenza perché delinea le linee di attività di ricerca di questo Dipartimento intorno alla parola chiave Sostenibilità, che mi piace sia declinata in tutti i modi possibili”. “Il contributo che questo progetto darà alla cultura e alla società sarà molto importante – ha specificato Ruggieri – In un paese dove spesso le parole vengono utilizzate solo come slogan per cui è facile scrivere qualcosa, ma è poi difficile riempire con i contenuti, l’ideazione di questo Progetto dimostra che è possibile dare un significato sia da un punto di vista culturale, sia concreto, sia rafforzando legami con il mondo del lavoro. Perché tutto ha un senso se oltre ad aumentare i nostri punteggi e a migliorare i vostri score nella ricerca, siamo in grado di migliorare la società, anche attraverso il sistema di relazioni con le imprese, formando giovani sempre più preparati, quali nostre risorse future da andare a reclutare”. Il rettore ha aggiunto la fondamentale apertura verso le imprese che oggi sono tutte orientate verso la Sostenibilità, riuscendo così a creare figure preparate sia tecnicamente sia nella capacità di cogliere il cambiamento, e divenendo spendibili nel mondo del lavoro.

Di seguito l’intervento di presentazione del professor Nicola Lacetera direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali

 

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