Progetto Semi Liberi: la certificazione per la sostenibilità ambientale valorizza i prodotti della Coop sociale O.R.T.O.

di Agnese Inverni

Progetto SEMI LIBERI: la certificazione per la sostenibilità ambientale che valorizza i prodotti della Coop sociale O.R.T.O.

Lo scorso 10 settembre la Cooperativa sociale agricola O.R.T.O. ha ottenuto ufficialmente la dichiarazione di conformità al Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata (SQNPI), ovvero una certificazione di qualità che attesta la sostenibilità ambientale delle produzioni agro-alimentari. Tale dichiarazione dimostra che i prodotti del progetto SEMI LIBERI agricoltura sociale in carcere realizzati all’interno della Casa circondariale di Viterbo sono conformi ad un sistema di regole, riconosciute a livello europeo, finalizzate alla salvaguardia delle risorse naturali e della biodiversità. Nello specifico, le produzioni certificate SQNPI seguono i principi dell’agricoltura integrata che prevede di minimizzare l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi e proteggere la naturale fertilità del suolo nel rispetto dei criteri ecologici, economici e tossicologici. Nonostante sia stata definita per la prima volta negli anni ‘70, solo nel 1993 l’Organizzazione Internazionale per il Controllo Biologico (International Organisation for Biological Control – IOBC) stabilì gli obiettivi principali dell’agricoltura integrata, ovvero la sostenibilità ambientale, la qualità delle produzioni, il benessere animale e l’etica sociale. Il termine “integrata” indica che le tecniche produttive utilizzate uniscono prevenzione, monitoraggio ed intervento mirato e consistono nell’applicazione di trattamenti meccanici, fisici, biologici e, solo in misura minore, chimici.

Il SQNPI rispecchia gli obiettivi di una recente politica comunitaria approvata dall’Unione Europea, il Green Deal, che affronta il tema del cambiamento climatico e prevede la trasformazione di tutte le attività produttive nei diversi Stati membri in funzione della sostenibilità ambientale. Il Green Deal, presentato dalla Commissione Europea a fine 2019, ha lo scopo di ridurre di almeno il 55% le emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. È ormai evidente infatti come il sistema di produzione e consumo adottato ai tempi del Boom economico sia giunto al capolinea: ci troviamo di fronte all’esigenza di effettuare una vera e propria transizione ecologica del modello socio-economico attuale nel minor tempo possibile per poter raggiungere i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs, Sustainable Development Goals) fissati nell’Agenda 2030 e approvati dall’Assemblea Generale ONU. Nello specifico, il settore agro-alimentare causa attualmente quasi un terzo delle emissioni di gas serra a livello mondiale, consuma grandi quantità di risorse naturali, provoca la perdita di biodiversità con gravi ripercussioni sulla salute umana: per fronteggiare il problema, nel maggio 2020 è stata approvata la strategia Farm to Fork (F2F) che dovrà guidare la costruzione di un sistema alimentare più equo, sicuro e sostenibile e garantire a tutti i cittadini dell’UE l’accesso al cibo sano, nutriente ed eco-friendly.

Negli ultimi anni i produttori e i consumatori europei si stanno orientando sempre di più verso nuove (o anche antiche) pratiche agronomiche a minore impatto ambientale; il requisito della sostenibilità delle produzioni agro-alimentari può essere perseguito aderendo a diversi sistemi qualità tra i quali, appunto, il SQNPI. Questo standard di produzione nasce in Italia ed è stato istituito con la Legge n.4 del 3 febbraio 2011; il suo obiettivo principale è “garantire una qualità del prodotto significativamente superiore alle norme commerciali correnti”. L’adesione al sistema è volontaria e molti operatori del settore alimentare hanno deciso di richiedere tale certificazione perché ne hanno compreso l’utilità e la ritengono un ottimo strumento per dimostrare la qualità e la sostenibilità ambientale dei propri prodotti. Il SQNPI sta prendendo sempre più piede nelle diverse regioni italiane: nel 2016 le aziende certificate erano 3.243 e la superficie dedicata superava di poco i 61.000 ettari; quattro anni dopo le imprese erano più di 17.000 (+528%) e la produzione certificata si estendeva su quasi 280.000 ettari (+457%). A livello territoriale l’Umbria è la regione con la maggiore area dedicata alle produzioni SQNPI con poco più di 111.000 ha, seguono la Puglia (37.431 ha) e l’Abruzzo (27.476 ha) mentre la maggiore concentrazione di imprese si registra nella Provincia di Trento (5.159).*

I vantaggi del SQNPI sono legati anche alla semplicità con la quale si può presentare la richiesta di adesione in modalità online tramite il sito www.reterurale.it. La procedura è completamente digitalizzata e sul sito è possibile trovare tutte le informazioni relative alla normativa vigente, alle Linee Guida Nazionali di Produzione Integrata (che specificano le pratiche agronomiche consentite e le limitazioni nella scelta dei prodotti fitosanitari) e ai Disciplinari Regionali, alcuni dei quali sono stati elaborati per la prima volta ben 30 anni fa proprio per incentivare lo sviluppo rurale nel rispetto della salute pubblica e dell’ambiente naturale. Un altro vantaggio è che il marchio SQNPI è riconosciuto in tutti i paesi dell’Unione Europea e garantisce l’accesso a misure di finanziamento pubblico, ad esempio la Misura 10 dei Programmi di Sviluppo Rurale, prevista dall’art.28 del Regolamento (UE) 1305/2013, che sostiene l’adozione di tecniche produttive compatibili con la tutela delle risorse naturali e del paesaggio.
Il marchio SQNPI è una certificazione che valorizza le eccellenze alimentari del Made in Italy dando loro un’ ulteriore valenza in termini di rispetto ambientale che sia riconoscibile a livello internazionale. É fondamentale che questo sistema qualità venga promosso adeguatamente sia tra gli operatori del settore ma anche (e soprattutto) tra i consumatori che spesso non sono a conoscenza di questa certificazione che garantisce alimenti buoni, sicuri ed ecosostenibili.

La cooperativa O.R.T.O. è una delle 446 imprese agricole della regione Lazio che hanno aderito al SQNPI e che possono quindi dimostrare di realizzare i propri prodotti tramite l’applicazione di tecniche agronomiche che tutelano l’ambiente e la salute. Le produzioni del progetto SEMI LIBERI agricoltura sociale in carcere sono realizzate senza l’uso di concimi chimici e fitofarmaci, rispettando il naturale equilibrio dell’ecosistema suolo, e grazie all’impegno di persone private della libertà che cercano ogni giorno di migliorare la propria vita facendo del bene agli altri, all’ambiente e anche a sé stessi.

Per maggiori informazioni sulla cooperativa O.R.T.O., sul progetto SEMI LIBERI e sui nostri prodotti:
www.coopsocialorto.it
https://www.facebook.com/SEMI-Liberi-agricoltura-sociale-in-carcere-104215077862079
https://www.facebook.com/ORTO-Organizzazione-Recupero-Territorio-e-Ortofrutticole-508523115917889

* fonte: www.pianetapsr.it

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