“Perchè il Servizio Idrico Integrato fa acqua da tutte le parti” ?

Dal Segretario della Federazione Psi Viterbo Massimo Paolini riceviamo quanto segue:
Il Comitato Direttivo della Federazione PSI prendendo in esame la situazione del Servizio Idrico Integrato nella provincia di Viterbo ritiene necessario sottolineare alcune questioni che dal dibattito politico sembra siano state un po’ accantonate. La più importante riguarda il fatto che in molti paesi della provincia non è stata ancora assicurata acqua potabile, nonostante le deroghe concesse dall’Unione Europea siano abbondantemente scadute il 31 dicembre 2012. Attualmente si è in regime di auto deroga.
La scelta effettuata sull’onda dell’emergenza di dotare di demistificatori i punti di approvvigionamento si è rivelata costosissima e disastrosa. Oltre che perdita di tempo è stata anche una eclatante forma di sperpero di danaro pubblico. La breve durata degli impianti, la necessità di costose manutenzioni , quali il cambio dei filtri avrebbero dovuto consigliare diversamente l’allora commissario all’emergenza on. Renata Polverini. La scelta definitiva, che pure era ben nota, doveva e deve essere quella di nuovi pozzi , questa volta scegliendo i punti dove esiste acqua potabile, come dimostrato dagli studi dell’Università della Tuscia e nella costruzione di un acquedotto per tutto il viterbese approvvigionato dal Peschiera.
Altra scelta fatta durante il periodo di maggiore attenzione pubblica, quale la costruzione delle casette dell’acqua, oltre che costosa non ha soddisfatto le esigenze dei cittadini che avrebbero voluto acqua pulita e potabile, effettivamente certificata potabile dalla ASL. Le casette dell’acqua infatti se lasciate senza manutenzione e con ritardo nel cambio dei filtri avrebbero potuto distribuire acqua con parametri di arsenico e altri veleni maggiori di quelli in entrata.
-L’art 32 della Costituzione italiana sancisce il diritto alla salute. Occorre rispettarlo. Non si ritiene necessario effettuare uno screening sulla popolazione del viterbese sottoposta per anni ad avvelenamenti dovuti all’arsenico e altri inquinanti nell’acqua potabile?
La situazione della Talete, ibrido tra il pubblico e il privato, fa veramente riflettere sulle scelte effettuate da tempo, ora con la nuova nomina del consiglio direttivo, pur di mantenere in vita un carrozzone, che non si riesce a comprendere come potrà risolvere i propri problemi derivanti dall’enorme debito.
I socialisti sono fermi nel chiedere che i debiti non vadano caricati sulle bollette con aumenti inaccettabili dai cittadini.
La Federazione del PSI di Viterbo valuta infine positivamente l’approvazione da parte del Consiglio regionale del Lazio delle modifiche alla legge regionale n. 5/2014 dell’acqua, impugnata dal Governo davanti alla Corte Costituzionale. Tale atto permette il mantenimento dell’acqua pubblica. I socialisti della provincia di Viterbo chiedono comunque che venga mantenuto dal Consiglio regionale l’impegno ad una nuova disciplina degli ambiti di bacino, così come proposto dai comitati per l’acqua pubblica.
Il Segretario: Massimo Paolini

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI