Passeggiate racconto, alla scoperta della Grotta Scalina

tomba rupestre

“Grotte Scalina: la bella misconosciuta”. E’ dedicato alla più grande tomba rupestre scoperta finora, situata a pochi km da Viterbo, il nuovo appuntamento con le passeggiate racconto inserite nel calendario dell’Anno degli Etruschi – I pirati della bellezza, in programma domenica 11 ottobre (ore 10). Stavolta Antonello Ricci e i suoi faranno conoscere ai partecipanti i segreti di un luogo che – nonostante fosse stato individuato più più di cento anni fa – è ancora poco noto. Eh si che ne ha di cose da mostrare, come ad esempio un dromos di 15 metri e le colonne con un diametro da 15 metri: Grotta Scalina, peraltro, è la più grande tomba rupestre etrusca scoperta fino a oggi.

 L’iniziativa, curata sotto il profilo narrativo e della ricerca letteraria da Sofia Barbanti, Laura Della Mora e Sara Forliti della Banda del Racconto, vedrà come ospite d’onore Edwige Lovergne archeologa dell’Università di Parigi e direttrice degli scavi di Grotte Scalina sotto la supervisione scientifica di Vincent Jolivet del Cnrs di Parigi. Racconta e conduce Antonello Ricci, con la partecipazione di Davide Ghaleb. Percussioni en plein air di Roberto Pecci. Letture di Pietro Benedetti, Olindo Cicchetti, Laura Della Mora, Sara Forliti. Il biglietto per la partecipazione all’iniziativa consiste nell’acquisto del volume: “Un anno con gli Etruschi. Le passeggiate/racconto capitolo primo: gennaio-giugno” a cura di Antonello Ricci, prefazione di Carlo Galeotti. Per info e prenotazioni: tel. 320.6872739 (attivo tutti i giorni ore 12-13) e mail a etruschi-passeggiate@tusciaweb.it. Come si raggiunge Grotte Scalina. Venendo da Viterbo lungo la strada provinciale Tuscanese (direzione Tuscania), raggiunto il km 10,500 svoltare a sinistra imboccando ingresso azienda agricola Pepponi.

L’Anno degli Etruschi – I pirati della bellezza è un’iniziativa partita da Viterbo e promossa dal quotidiano on line Tusciaweb in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia e Caffeina Cultura e con il patrocinio della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale

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