Musica sull’acqua nel Giardino segreto di OperExtravaganza a Vetralla

di Vincenzo Ceniti

OperaExtravaganza

Serata gradevole di buona musica propiziata da un brindisi augurale del numeroso pubblico la sera di sabato 25 luglio a Vetralla, nell’intimità di un raccolto anfiteatro nel “Giardino Segreto”, agli estremi del centro storico, gestito da vent’anni dall’associazione “OperaExtravaganza” presieduta da una vivace Susanna Othonen e guidata dal direttore artistico Luigi De Filippi che ha diretto l’orchestra del Tritono (archi, flauto, oboi, corni, fagotto e arpa) in un concerto dedicato all’acqua.

Nella prima parte “Sinfonia dell’acqua” di sua composizione, con forbite didascalie di due voci recitanti (Cristina Chinaglia e Rudolph Hupperts)  a commentare e sostenere  il “bene acqua” cui spesso riserviamo poca attenzione: senza acqua non c’è vita. Tessitura musicale originale ed inedita quella di De Filippi, articolata su quattro movimenti che echeggia nell’”allegro tempestoso” piacevoli incursioni “vivaldiane”. A De Fllippi si devono numerose composizioni lirico-sinfoniche tra cui “Il segreto della Gioconda”, “La locanda dell’opera”, il melologo “Otone, il destino di un imperatore” e l’intermezzo “Conosci te stesso”.

Nella seconda parte si fa apprezzare G. F. Händel, di cui viene ricordato il suo soggiorno in casa Ruspoli a Vignanello nel suo viaggio in Italia di inizi Settecento. Viene eseguita  la prima delle tre Suite (quella in Fa magg.) della celebre Water musik, commissionatagli nel 1717  da re Giorgio I d’Inghilterra, in vena di fare colpo sugli amici sistemati su una chiatta che scivolava lungo il Tamigi, parallela a quella dov’erano sistemati gli orchestrali. Coinvolgenti, oltre  all’Ouverture, il Minuetto, le Bourrèe e l’Hornpipe, peraltro gestiti dal maestro De Filippi con misurate coloriture che confermano, oltre alla vena di compositore, la giusta padronanza negli attacchi ed una composta gestualità.

Applausi finali, fiori alle signore delle prime parti e inviti a successivi appuntamenti fino al 31 agosto, compresa l’annuale master class per giovani voci liriche (una storica ricorrenza per il “Giardino”) con il soprano venezuelano Ines Salazar che nel 2000 al Costanzi di Roma, in occasione del centenario di Tosca, interpretò la parte della protagonista con Luciano Pavarotti e Juan Pons diretta da Placido Domingo, per la regia di Franco Zeffirelli.

Un’ultima sorpresa ce la riserva Pio VII, il papa che nel 1809 venne fatto prigioniero per ordine di Napoleone e notte tempo rapito e portato in Francia. Fu lui a favorire un anno prima  la costruzione di un ponte sul fosso sottostante il “Giardino” lungo la strada per Monte Romano. Ce lo ricorda una stele in marmo che è stata ritrovata occasionalmente durante i lavori di scavo con testo in latino e ricollocata all’ingresso del Teatro. Tradotta dice così: “Per la sicurezza dei viaggiatori/e lo sviluppo del commercio/PioVII Pontefice Massino/ha voluto la costruzione del/ponte e della strada nell’anno/1808/sotto la direzione di /Girolamo Della Porta/ Cardinale di Santa Romana Chiesa/Prefetto della Santa Congregazione/del buon Governo/e di G.F Falzacappa Segretario/l’Ordine e il popolo di Vetralla /ha elevato questa stele/al principe munificente”.                                                                                                                                              

 

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