Museo civico di Viterbo chiuso da quasi due anni e bandiere strappate

di Luciano Costantini

Museo civico di Viterbo chiuso da quasi due anni

Museo Civico di Viterbo: intitolato all’archeologo Luigi Rossi Danielli, inaugurato nel 1912, piazza Crispi, neppure cento metri dalla strada statale Cassia, da porta della Verità (già dell’Abate) e dalle mura medievali della città. Un po’ di toponomastica non tanto a informazione di chi in città vive e che la città evidentemente conosce, ma per quei turisti per caso che il capoluogo della Tuscia intendessero visitare. Bene, anzi male, il Rossi Danielli è chiuso da quasi due anni, esattamente dal 19 agosto 2024 per “lavori in corso, ci scusiamo per il disagio”. Lo fa sapere il pezzo di carta, affisso sul portone con otto puntine da disegno. E anche il sito internet conferma che è “chiuso temporaneamente”.

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I lavori, almeno in esterno e quelli riguardanti il tetto sono terminati da tempo, le impalcature rimosse. Dei lavori interni poco si sa. Della data di riapertura ancora meno. Si attendono annuncio e doveroso taglio di nastro in pompa magna, magari in un momento più opportuno. Però – ed è ciò che francamente appare inaccettabile – è l’immagine sciatta delle tre bandiere che contraddistinguono i luoghi di interesse istituzionale: quella tricolore italiana, quella blu stellata dell’Europa, quella gialloblu della città di Viterbo. Stinte e strappate come stracci, appese a tre bastoni che campeggiano sulla scritta “Museo Civico”.

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Un indecoroso biglietto da visita per chi transita nella rinnovata piazza Crispi e magari è alla ricerca di un museo che non riesce a individuare. Ma come? Non ci sono quei tre stracci che stoicamente resistono alle intemperie da quasi due anni? E c’è perfino quel pezzo di carta che spiega cortesemente come il museo stesso non sia visitabile. Ma almeno quei tre significativi vessilli potrebbero essere sostituiti. O no? Non sarebbe neppure necessario impegnare troppi fondi cassa di palazzo dei Priori, sarebbero appena sufficienti pochi spiccioli e una maggiore attenzione al decoro cittadino. Anche perché la città di Viterbo è impegnata in un percorso difficile per conquistare l’ambizioso titolo di capitale continentale della cultura 2033. E il decoro è un parametro rilevante, un abito che in Europa conta.

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