Manifestazione sabato 20 giugno a Roma sul Tevere contro le scorie nucleari

Manifestazione sabato 20 giugno a Roma sul Tevere contro le scorie nucleari

Il festival del Biodistretto della via Amerina e delle Forre si è concluso con una camminata musicale da Corchiano a Fabbrica di Roma contro le scorie nucleari. Non è un caso.

La possibilità che un deposito di 95 mila metri cubi di scorie nucleari possa realizzarsi nella Tuscia è più che concreta, come serio è il pericolo che questo evento “luttuoso” possa finire fra i comuni della bassa Tuscia e dei Cimini.

Sabato 20 giugno porteremo la nostra protesta nel cuore della Capitale, non solo perché è a Roma che le decisioni politiche verranno prese, ma in primo luogo perché vogliamo che i cittadini romani siano consapevoli dei rischi concreti e pericolosi della contaminazione radioattiva della stessa città di Roma, dove vivono milioni di cittadini. Un rischio che l’attuale realtà di conflitti e guerre internazionali testimonia quanto sia concreto e attuale.

Vogliamo manifestare sul fiume Tevere, perché il rischio di inquinamento radioattivo sarebbe una certezza qualora si dovesse avere nella bassa Tuscia l’inquinamento di quelle falde superficiali che finiscono nel fiume Tevere. L’esperienza tedesca di Assen di inquinamento radioattivo delle acque è una lezione drammatica che tutti dovrebbero conoscere.

Sarebbe una scelta altamente irresponsabile quella di scaricare sulla Tuscia e indirettamente sulla città di Roma un problema del quale oggi non si vedono le soluzioni, quale è quello di un deposito di quasi centomila rifiuti radioattivi e di quelle scorie nucleari che vengono dalle vecchie centrali nucleari.

Non è certo un caso che il consiglio comunale di Roma abbia votato all’unanimità un ordine del giorno di solidarietà alla lotta della Tuscia contro il deposito di rifiuti radioattivi. Infine vogliamo sottolineare la possibilità sempre più reale di trasformare l’intera Tuscia in una grande discarica energetica nazionale. Questo è il senso sia del deposito nazionale di rifiuti radioattivi, sia del furto di suolo agricolo fertile e di occupazione di paesaggi preziosi che già si è già fatto concentrando l’80% di tutte le rinnovabili laziali nella sola Tuscia.

Noi abbiamo sostenuto e sosteniamo le rinnovabili, ma nei luoghi giusti (capannoni, tetti, zone industriali, cave), anche per questo abbiamo inaugurato in questi giorni a Nepi una comunità energetica. Così come sosteniamo che la produzione di energia debba essere prioritariamente finalizzata a ridurre il costo delle bollette e a sostenere il tessuto produttivo della Tuscia.

 

Fondazione Bio-distretto della Via Amerina e delle Forre ETS

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