Lo sviluppo del gusto: abbiamo gusti diversi già alla nascita

di Gemma Moscioni*

Il neonato come l’adulto è capace di percepire e discriminare le diverse qualità gustative.

Le papille gustative si formano già nel periodo embrionale (all’inizio del terzo trimestre); il feto è quindi in grado di percepire il sapore del liquido amniotico che contiene molti nutrienti, come il glucosio.

Si è visto che il feto regola la deglutizione del liquido amniotico aumentandola o diminuendola in base al sapore dolce o amaro dello stesso. Tutto il sistema gustativo è funzionalmente maturo alla fine della gestazione.

Cosa succede poco dopo la nascita?

Poco dopo la nascita i neonati mostrano progressivamente caratteristiche preferenze gustative. In particolare, i neonati manifestano una preferenza per il gusto dolce, rispetto ai gusti amaro, acido e salato.

Per quanto riguarda invece lo svezzamento, questo è il momento in cui il neonato entra in contatto ed impara a conoscere i diversi gusti dei cibi. Inoltre, con lo svezzamento il neonato passa da un’alimentazione chiaramente dolce (il latte) ad una più varia e meno dolce.

Le esperienze gustative del neonato durate lo svezzamento sono in grado di influenzare e determinare le sue scelte alimentari da adulto.

Regolazione genetica del gusto

Le variazioni genetiche responsabili delle differenze nella capacità di percepire i gusti, possono condizionare il comportamento alimentare del neonato durante lo svezzamento.

È interessante sapere che sono state individuate delle varianti genetiche in grado di determinare una diversa sensibilità del bambino al gusto amaro.

I bambini con maggiore sensibilità all’amaro hanno anche una maggiore sensibilità al gusto dolce, scegliendo quindi più spesso bevande zuccherate rispetto a latte a acqua.

Inoltre, è stato dimostrato che le esperienze stabilite nei primi anni di vita sono mantenute fino all’età adulta.

Non vi è più dubbio che le esperienze gustative sviluppate dal bambino, dallo svezzamento in poi, tendono a condizionare le scelte alimentari nella vita da adulto.

Per questo motivo le mamme devono offrire alimenti variati e salutari al bambino, fin dall’epoca dello svezzamento.

Dobbiamo pensare che disturbi fisici, patologie o sovrappeso sono evitabili perché dovute a fattori esterni gestibili, quali lo stile di vita o l’alimentazione, per cui partendo da subito con regole sane di alimentazione possiamo tutelare i nostri figli dai nostri errori passati o da quelli altrettanto inconsapevoli dei nostri genitori con noi.

Al fine di comprendere quanto sono importanti le scelte alimentari durante la gravidanza, l’allattamento e lo svezzamento, voglio riportare di seguito i fattori che influenzano il gusto fin dal periodo embrionale:

 

  • Le esperienze alimentari della madre durante la gravidanza: le molecole dei composti che hanno sapori degli alimenti ingeriti dalla mamma gravida passano il filtro placentare, giungono nel liquido amniotico e vengono “mangiate” dal feto, che ne fa così conoscenza. Perfino il sapore dell’aglio, se lo mangia la mamma gravida, diviene più accetto al neonato.
  • La percezione dei sapori generati dall’alimentazione materna durante l’allattamento: i bambini allattati al seno hanno infatti un’infinità di esperienze gustative “umane”, mentre quelli allattati con latte artificiale hanno esperienze gustative meno compatibili con il patrimonio genico del neonato.
  • L’esperienza gustativa degli alimenti offerti durante lo svezzamento.

Una giusta alimentazione è dunque determinante per uno sviluppo fisico sano a partire dalla fase prenatale, poi durante l’infanzia e nelle fasi successive della vita. Una nutrizione equilibrata è per esempio direttamente legata a una buona salute materno-infantile, facilita i bambini nell’apprendimento, aiuta gli adulti a essere più produttivi.

 

 *La Dottoressa Gemma Moscioni, Biologa Nutrizionista, si è laureata in Biologia cellulare e molecolare presso l’Università degli Studi della Tuscia (110 cum laude), successivamente perfezionata con Master Universitario di II livello in: “Nutrizione personalizzata, basi molecolari e genetiche”, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata (110 cum laude). Ha sviluppato competenze riguardanti la Nutrizione personalizzata e la Nutrigenetica, focalizzandosi sul ruolo che gli alimenti hanno nell’espressione genica dell’individuo.
Attualmente lavora come Biologa Nutrizionista a Viterbo e provincia e affianca alla libera professione l’insegnamento dell’educazione alimentare.

www.biologamoscioni.it
Pagina Fb: Dott.ssa Gemma Moscioni – Biologa Nutrizionista
Email: bionutrizione.moscioni@gmail.com

 

 

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