L’associazione ABC di Viterbo plaude al progetto bolognese “Buoni Dottori” che offre visite gratuite ai meno abbienti

Gente di Cuore

Mentre Bologna si appresta a inaugurare il poliambulatorio dei “Buoni Dottori”, la provincia laziale dimostra da oltre dieci anni come il contrasto alla povertà sanitaria sia una realtà concreta e strutturata.

In un’epoca segnata dal preoccupante incremento della rinuncia alle cure per motivi economici — una piaga che in Italia coinvolge ormai circa quattro milioni di persone — emergono dal Terzo Settore risposte concrete e di straordinario valore umano. Due esperienze italiane, diverse per scala e storia ma unite dal medesimo rigore etico, tracciano una rotta virtuosa: il recentissimo progetto dei “Buoni Dottori” a Bologna e la storica attività di “ABC Adulti e Bambini con Cardiopatie ODV” a Viterbo.

L’esempio di Bologna: il dovere di restituire l’eccellenza
A Bologna ha fatto recentemente scalpore, raccogliendo un coro di ammirazione, la notizia dell’approvazione della convenzione tra il Comune e la neonata ODV “Buoni Dottori”. L’iniziativa nasce dal gesto generoso di dieci cattedratici e primari in pensione — tra cui figure di spicco della medicina cittadina come Pietro Cortelli, Gaetano Domenico Gargiulo, Gilberto Poggioli, Claudio Borghi e Pierluigi Viale — che hanno scelto di rimettersi in gioco gratuitamente.

«L’idea nasce dalla volontà di restituire tempo, impegno e professionalità alla città
di Bologna, che attraverso l’Università e gli ospedali ci ha offerto opportunità
straordinarie nel corso della nostra carriera».

I luminari opereranno al Pilastro, in un ex locale bancario di via Trauzzi concesso da Acer, offrendo visite specialistiche, diagnostica complessa (endoscopie, doppler) e consulti multidisciplinari gratuiti per oltre 250 pazienti l’anno inviati dai servizi sociali. Un gesto dal profondo valore simbolico ed etico, destinato a diventare un presidio fondamentale per l’area metropolitana.

Viterbo: la provincia che anticipa la grande città da oltre un decennio
Se il capoluogo emiliano festeggia oggi questo prezioso avvio, volgendo lo sguardo verso il Centro Italia si scopre che in una realtà territoriale più piccola come Viterbo, la solidarietà sanitaria non è una promessa per il futuro, ma una realtà operativa e strutturata da oltre un decennio.
Attraverso l’associazione ABC – Adulti e Bambini con Cardiopatie ODV (costituita nel 1999), la città dei Papi ha sviluppato una rete di protezione sociale capace di intercettare a 360 gradi i bisogni della popolazione più fragile:

1. Lo Studio Medico Sociale “Gente di Cuore” (attivo dal 2018): Un vero studio medico di quartiere che eroga diagnostica strumentale ed esami specialistici gratuiti con oltre mille prestazioni all’anno, avvalendosi anch’esso di grandi professionalità. A ciò si affianca un servizio cruciale: la distribuzione gratuita di farmaci e presidi medici non dispensati dal S.S.N.
2. Lo Studio Odontoiatrico Sociale “Gente di Cuore” (dal 2023): Una risposta concreta a uno dei bisogni sanitari più penalizzanti e costosi. Lo studio viterbese garantisce “gratuitamente” visite, cure conservative, devitalizzazioni e protesi per restituire la salute orale e la dignità personale a chi non ha le risorse per accedere agli studi privati.La lezione della periferia: sinergie e un appello agli ex primari viterbesi.

La lezione della periferia: sinergie e un appello agli ex primari viterbesi
Ben vengano iniziative meritorie come quelle nate a Viterbo e a Bologna: dimostrano che il Terzo Settore è un motore insostituibile di civiltà e coesione sociale. Il confronto tra queste due esperienze non intende stilare classifiche, ma evidenziare come la sensibilità verso le fragilità possa generare modelli complementari di straordinaria efficacia.

Proprio per questo, il modello bolognese rappresenta un’ispirazione e un prezioso punto di partenza: Viterbo intende cogliere l’esempio di Bologna per lanciare un accorato appello e sensibilizzare gli ex primari e i medici specialisti in pensione che vivono nel territorio viterbese. L’auspicio è che anche loro possano scegliere di donare qualche prestazione specialistica all’anno in favore dei pazienti in carico allo Studio Medico Sociale “Gente di Cuore”.

Unire l’esperienza consolidata di una rete decennale come quella di Viterbo all’altissimo profilo specialistico degli ex primari locali permetterebbe di ampliare ulteriormente l’offerta sanitaria gratuita, trasformando il dono delle competenze in un ponte di speranza e dignità per i cittadini meno abbienti.

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