La grande festa della Cerimonia di consegna dei diploma di Laurea e il Sigillo dell’Unitus a Valerio Mastrandrea

di Luciano Costantini

“Siete bellissimi”, due parole scandite tra un vago inizio di pianto, possono rendere l’idea della solennità e dell’emozione che aleggia in piazza San Lorenzo a Viterbo, alla cerimonia della consegna dei diplomi di laurea 2025 a quattrocento studenti dell’Università della Tuscia e, a seguire, il sigillo dell’ateneo all’attore e regista Valerio Mastandrea. Le due parole pronunciate dal palco dalla rettrice, Tiziana Laureti, verso i neo dottori rompono il silenzio di una mattinata particolare, semplicemente estiva. Le scale del Duomo e del palazzo dei Papi sono assiepate fin dalla prima mattina da schiere di persone, in gran parte familiari dei ragazzi.

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Accade ogni anno certo, ma nella circostanza lo scenario è assolutamente nuovo, con il corteo dei giovani che parte alle 10.07 da piazza del Plebiscito, la sede politico-amministrativa della città, preceduto dalla Rettrice e dalla sindaca, Chiara Frontini. Un itinerario non casualmente pensato, ma una scelta precisa dei vertici di Unitus e del Comune.

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“A significare il valore prezioso tra l’ateneo e Viterbo” puntualizzerà più tardi Tiziana Laureti. I quattrocento “tocchi” neri sono gli unici punti a sgranare la luce quasi abbagliante che inonda piazza San Lorenzo. Nelle prime file, ai piedi del palco, praticamente tutte le autorità civili, militari e religiose del capoluogo. Tra loro, il prefetto Sergio Pomponio e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Il prefetto incardina il suo intervento sul termine “stupore”: per il valore della cerimonia in una città che suscitò a suo tempo l’attenzione di un altro illustre “Stupor mundi” l’imperatore Federico II°, stupore anche nostro del mondo passato rispetto al mondo della conoscenza che si apre ai giovani. “Certo – sottolinea il governatore della Regione rivolgendosi ai laureati e laureate – vi consegniamo un mondo diviso che però non è giusto che tale rimanga. A voi giovani spetta mettervi gli uni a disposizione degli altri, dovete essere il terzo combattente che affronta e ricompone le divisioni”. Un tema che ripercorre anche la Rettrice: “Cari ragazzi, qui siete arrivati, avete conosciuto la città e con la città avete stabilito un legame profondo, avete imparato il metodo del confronto che rende sempre più solido il pensiero di libertà”. Tiziana Laureti insiste sulle ormai famose tre C che costituiscono altrettante stelle polari del suo impegno programmatico: “avete avuto Cura della possibilità di andare avanti anche nei momenti in cui era più facile mollare, avete avuto il Coraggio quotidiano non quello dei gesti eccezionali, avete esercitato ciascuno nel proprio una forma di Creatività. Insomma, avete avuto la capacità di vedere connessioni nuove, di fare domande diverse, di non accontentarvi della prima risposta. E queste non sono qualità che finiscono con la laurea, ma da oggi diventano il modo in cui userete ciò che avete imparato. Questo significa aprire verso altri luoghi, altre culture, altri modi pensare. La conoscenza si muove con le persone”. E poi un ringraziamento alle famiglie: “Questo giorno appartiene alle laureate e ai laureati, ma dietro il diploma ci sono sempre attese, preoccupazioni, pazienza, silenzio, fiducia dei genitori che hanno accompagnato i figli nel percorso universitario”. Anche a loro un nitido “grazie”, confuso dalla commozione: “L’università della Tuscia vi saluta con orgoglio e affetto immenso”.

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Intorno alle 11.30 inizia la cerimonia di consegna dei diplomi che precede quella del sigillo dell’ateneo a Valerio Mastandrea. “La più alta e importante onorificenza – recita l’attestato – attribuita a personalità che si sono distinte per il loro straordinario contributo nei campi della scienza, della cultura, dell’arte o dell’imprenditoria, lasciando un sogno significativo nello sviluppo sociale e culturale del nostro Paese”. Un riconoscimento che l’attore-regista ha molto apprezzato con battute simpatiche e garbate. E un augurio ai neolaureati: ”Siate affamati e mangiate quando avete fame”.Potrebbe essere un'immagine raffigurante altoparlante, televisione e testo

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