La Biga di Ischia di Castro

Francesca Pontani

Faraoni e re di Ninive, re d’Oriente e Lucumoni sono l’indizio vivente che porta al fuoco puro, alla vitalità cosmica; sono la vivida chiave della vita, l’indizio vermiglio del mistero e del piacere della morte e della vita” (David H. Lawrence, Itinerari etruschi)

La biga di Ischia di Castro è il primo carro etrusco a due ruote ad essere stato ricostruito in modo convincente nelle sue caratteristiche strutturali e decorative.
Ritrovato nel 1967 nella cosiddetta “Tomba della Biga” (530-520 a.C.), oggi esposto al Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz di Viterbo, venne separato dalle ruote ed estratto in un solo blocco dal fango in cui si trovava, in modo che le parti superstiti della struttura lignea originaria si mantenessero unite ai rivestimenti in lamina bronzea che ne costituivano la decorazione.

Una giovane donna
Uno studio recente indica nel destinatario della tomba una donna di giovane età, come sembrano riferire i dati archeologici e gli oggetti del corredo recuperati: sandali di legno impreziositi con inserti di oro e ambra, un tintinnabolo di bronzo. Purtroppo al momento del rinvenimento la tomba era stata già saccheggiata dai tombaroli, e quindi perduti per sempre i dati relativi a questo eminente personaggio della società etrusca di VI secolo a.C.

La decorazione
La decorazione in bronzo della biga di Ischia di Castro ha la raffigurazione di due efebi, forse i Dioscuri. Per la resa morbida del modellato, la raffinata linea di contorno e la finissima incisione a bulino dei dettagli, queste immagini rappresentano due piccoli capolavori della toreutica etrusca di stile ionico (530-520 a.C.).

Un carro da parata
La biga di Ischia di Castro è un carro da parata di uso esclusivamente cerimoniale: esemplari simili ad oggi conosciuti sono il sontuoso carro da Monteleone di Spoleto (al Metropolitan Museum di New York) e quello da Castel San Mariano a Perugia.
Deposti nelle tombe, in quanto indicatori della elevata condizione sociale del defunto, i carri sono espressione massima di lusso e ricchezza, simbolo di un elevato status sociale.

Una coppia di cavalli
Nel lungo dromos di accesso alla tomba di Ischia fu rinvenuta una coppia di cavalli, sacrificati secondo un antico rituale attestato anche nelle tombe reali di Salamina a Cipro: coricati sul fianco destro, con le teste rivolte verso il carro.

Vicino Oriente

L’immaginario affidato alle tombe con carro mette in rilevo il rango elevato del defunto, la sua condizione aristocratica: sottolinea soprattutto la distanza che lo separa dalla classe dei clienti o dei servi.
Il carro, rinvenuto in deposizioni maschili e femminili, ad un certo momento della storia della società etrusca non sembra più sottolineare esclusivamente il valore guerriero del morto, ma diviene il segno e il simbolo della continuità gentilizia e del rango. Il carro diviene uno dei segni più appariscenti di quella volontà di manifestare e ostentare quella condizione sociale e politica che vuole richiamare e “imitare” esattamente quella dei sovrani Orientali: di influenza Vicino Orientale, infatti, il carro veloce a due ruote è il veicolo preferito dai personaggi più eminenti, come ancora oggi possiamo vedere sui meravigliosi ortostati dei Palazzi Neo Assiri di Ninive, Nimrud e Khorsabad.

Nota
Al Museo di Ischia di Castro è presente la ricostruzione della Tomba della Biga; al Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz di Viterbo è custodita la biga.

 

PER APPROFONDIRE
http://www.simulabo.it/upload/quaderno_09_il_museo_civico_e_archeologico_di_ischia_di_castro.pdf

foto Francesca Pontani

nel prossimo articolo il 1 agosto andiamo a Viterbo

 

Francesca Pontani – www.francescapontani.it – Archeologa del comitato scientifico del Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. Egittologa, conoscitrice di lingue antiche come i geroglifici, la lingua sumerica e accadica, la lingua etrusca, lavora nel mondo del web. Nel blog e sul canale YouTube ArcheoTime sono visibili le sue camminate archeologiche on the road. Innamorata della comunicazione e della scrittura, guiderà i lettori di TusciaUP nella conoscenza del nostro territorio attraverso Tour di Archeologia in Tuscia.

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