Italia primo produttore di vino in Europa, il made in Tuscia un patrimonio da valorizzare

Luciano Pasquini

Cosa dire di meglio? I dati che sono emersi nel qualificato incontro di giovedi scorso al Museo del Vino di Castiglione in Teverina, a fronte del convegno sul tema proposto da Coldiretti e Confartigianato con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo, del Comune di Castiglione in Teverina, della Camera di Commercio di Viterbo e dell’Arsial,confermano i numeri, delle ultime stime: con 49,5 milioni di ettolitri di vino, in crescita del 16% sulla scarsa vendemmia del 2017, il Belpaese si confermerà sul gradino più alto del podio tra i Paesi Ue in produzione di succo di Bacco, seguito dalla Spagna, che con 47 milioni di ettolitri prodotti (in crescita sull’anno precedente di un sorprendente 33%), supera la Francia e i suoi 46,3 milioni di ettolitri.Tutti i parametri discussi in sede d’incontro il 20 dicembre a Castiglione in Teverina, fulcro della produzione vitivinicola della Tuscia negli interventi qualificati previsti nel programma del convegno “La viticoltura nella Tuscia, con sottotitolo “un patrimonio da recuperare e valorizzare”. Gli argomenti sono stati esposti dagli oratori, David Granieri rappresentante in qualità di presidente Lazio di Coldiretti e dall’esperto per eccellenza Riccardo Cotarella(nella foto) enologo e imprenditore che hanno riaffermato i punti salienti di una produzione che inorgoglisce il nostro paese, Cotarella ha illustrato lo scenario italiano e laziale, con una particolare attenzione all’andamento di mercato e delle produzioni vitivinicole, spiegando sia a livello agronomico sia a livello economico quali sono le varietà che bisognerebbe piantare nel Lazio, più adattabili al territorio e che stanno riscuotendo più successo negli ultimi anni con la riscoperta delle varietà autoctone e del rispetto della biodiversità.Ha anche sottolineato che è necessario un cambio di passo per il vino della Tuscia che necessita di maggiori supporter , in quanto la quota percentuale sul mercato sfiora appena l’1%. Urge quel gioco di squadra che è stato messo in luce nella politica sul prezzo medio al litro del prodotto francese che supera di quasi il doppio quello italiano, così da far risultare il valore dell’export dei cugini francesi più importante di quello del nostro Belpaese, questo grazie alla loro propensione nazionalista e appunto al gioco di squadra.
Una platea qualificata che ha visto presenti Mauro Pacifici presidente di Coldiretti insieme a Stefano Signori presidente di Confartigianato e Andrea De Simone consigliere nazionale di Mediocredito Impresa, tutti riuniti nell’area congressuale del museo molto bella. Il convegno è stato coordinato dal giornalista Carlo Galeotti.
Il Muvis si è prestato a una scenografia perfetta , quell’ex cantina di notevoli dimensioni dove per decenni si è prodotto e imbottigliato il vino dell’azienda vitivinicola del conte Vaselli, in cui ancor oggi si respira il lavoro nel mondo del vino e l’evoluzione delle tecniche di produzione.
Un albero di Natale a corredo di un clima festoso ricorda la prossimità delle feste, l’occasione perfetta che porterà sulle tavole l’assaggio dei vini delle nostre aziende italiane e made in Tuscia raccontando la passione, l’integrità e la costanza nel perseguire un’elevata qualità del prodotto. Circa duecento gli imprenditori in sala. Di buon auspicio per brindare ad un 2019 di eccellenza.

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