Il vino e le rose di Claudia Conte, l’eterna sfida tra il bene e il male

Abbiamo partecipato alla presentazione del suo libro a Caffeina nel primo giorno di apertura nella bellissima piazza san Lorenzo, di Claudia Conte cassinese classe 1992 ci hanno colpito una fluidità di linguaggio impregnata di contenuti che si rifanno a valori autentici Da sempre appassionata di scrittura poetica. Il vino e le rose è a suo dire un saggio travestito da romanzo è pure il suo secondo libro. L’eterna sfida tra il bene e il male, edito da Armando Curcio, è un saggio mascherato da romanzo, in cui alla parte fiction si alternano meditazioni, riflessioni, risultati di letture di testi laici ed ecclesiali e soprattutto di dialoghi con personalità di rilievo, Bauman, Dorfles, Augias, Veronesi; esperti di teologia, sociologi, medici e psicologi.La moderatrice Federica Lupino ha condotto l’incontro stabilendo un feeling adeguato con l’autrice attraverso domande brevi, efficaci e pertinenti.
Il nostro tempo è caratterizzato dall’apatia, dalla disgregazione sociale, da una sorta di individualismo autistico, che determina enormi difficoltà, se non un vero e proprio senso di disagio, nelle relazioni tra noi esseri umani. Ci muoviamo nel nostro piccolo giardino, che a noi sembra invece necessario e sufficiente per contenere il nostro ego. Basta avere gli occhi fissi al nostro smartphone e il gioco è fatto: l’automa che è in noi ha il suo bel campo d’azione e non ha bisogno di altro, tantomeno di soffermarsi a guardare in profondità ciò che vive intorno e dentro di sè, i moti della sua anima.
Non cediamo spesso al dolce abbandono alla riflessione e scegliamo di scacciare la solitudine, connaturata al nostro io, dedicandoci agli aspetti materiali della vita, quelli che ci appaiono più imminenti, trascurando la nostra essenza di pensatori. In realtà bisogno innato dell’essere umano è quello di porsi domande, e più importanti ed essenziali sono tali domande, più significativa diventa la sua esistenza e la sua presenza su questa terra.
Qual è il senso della vita? In essa prevale il bene o il male? Siamo ineluttabilmente segnati dall’inquietudine e dal vuoto esistenziale, o possiamo essere felici?
Questo saggio, travestito da romanzo, propone questi e molti altri quesiti, tentando anche di fornire delle risposte, frutto proprio di meditazioni, di letture di testi laici ed ecclesiali e soprattutto di chiacchierate con esperti di teologia, sociologi e psicologi.
Alle riflessioni si intrecciano le storie di tre donne moderne, tre amiche che, in costante ricerca del proprio equilibrio, si confrontano e crescono insieme. Particolare attenzione sarà rivolta ai momenti più salienti delle loro vite, dall’infanzia fino all’età della maturità, trascorse in un turbinio di sentimenti opposti tra loro, senza soluzione di continuità, che vanno dagli estremi della gioia e della disperazione, passando per la malinconia e la serenità.
I personaggi della storia narrata, attraverso i loro dialoghi, hanno espresso varie opinioni, punti di vista su come tentare di vincere i mostri del degrado psicologico che regna nell’uomo nell’epoca postmoderna.E’ un libro che merita di essere letto, che si legge con piacere, con soddisfazione, lasciando anche il giusto alone di riflessione e di opera aperta nelle  suggestive polivalenze del finale che porta a meditare sulla propria e altrui realtà , scritto con una scrittura bella, agile e interessante.

www.claudiaconte.com

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