Il sindaco Profili in preghiera per la fine della pandemia davanti al Crocifisso miracoloso di Civita

La leggenda vuole che durante un’epidemia di peste, che nel 1499 riguardò tutto il territorio intorno a Bagnoregio, il Crocifisso abbia parlato a una pia donna, la quale si recava ogni giorno al cospetto della venerata Immagine chiedendo con le sue preghiere che avesse fine lo strazio.
Un giorno, mentre la donna pregava “il Cristo“, udì una voce, che la rassicurava e la avvertiva che il Signore aveva esaudito le sue preghiere e che la pestilenza avrebbe a breve avuto fine, come puntualmente avvenne dopo qualche giorno contemporaneamente alla morte della pia donna.

Il sindaco di Bagnoregio, insieme alle guide spirituali della comunità, ha voluto chiedere la fine della pandemia che si è abbattuta sul mondo e che costringe anche questo angolo della Teverina, così come tutta Italia, a una situazione di quarantena. La preghiera al Crocifisso della chiesa di San Donato è un gesto dal profondo valore simbolico. “Sono andato a Civita – così il sindaco Profili – per pregare davanti al nostro amato Crocifisso come rappresentante di tutti i bagnoresi. Non sono salito da solo, con me idealmente c’erano tutti i miei concittadini. Ho pregato per la salute e la guarigione del nostro Francesco Bizzarri, al momento unico bagnorese a cui è stato riscontrato il coronavirus. Ho pregato per la nostra comunità affinché possa rimanere unita, lasciare da parte polemiche e divisioni e lavorare insieme alla costruzione del domani.

Ho chiesto sostegno per gli anziani e i più fragili, che vivono con maggiore sofferenza questo momento. Ma anche per tutte le famiglie e i nostri giovani, che fanno difficoltà a comprendere le restrizioni rese necessarie dalla gravità dei fatti”.

Per la comunità di Bagnoregio quel Crocifisso ha un valore profondissimo. Ogni venerdì santo viene portato in processione da Civita a Bagnoregio, per poi fare ritorno prima di mezzanotte nell’antico borgo.

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