Il Piccolo Principe diventa film: ecco il primo trailer

Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano.. A ricordarcelo, è un gran libro “Il Piccolo Principe“. Il primo adattamento cinematografico uscirà nelle sale il 1 gennaio, diretto da Mark Osborne e prodotto da DreamWorks Animation, in una miscela di Cg e stop-motion, che verrà presentato al prossimo Festival del cinema di Cannes. La Luchy Red ne ha già reso disponibile un primo trailer sottotitolato in italiano.

Opera letteraria di Antoine de Saint- Expurie, Il Piccolo principe è uno dei libri tradotto in più lingue dopo la Bibbia, ed è considerato l’opera letteraria per ragazzi, più importante del xx secolo. Dedicato a Leon Werth, amico dell’autore, ogni capitolo narra di un incontro che il protagonista fa con personaggi e su un pianeta diverso; ognuno di questi personaggi lascia il protagonista stupito, per la bizzarria degli adulti.

Ciò che distingue i grandi dai bambini, non è solo la differenza di età, ma soprattutto il sistema di credenze e valori insiti in loro. Un bambino, inconsapevole di tutto ciò che lo circonda, ha la capacità di guardare al mondo con occhi diversi; la sua purezza d’animo gli permette di guardare alle cose senza pregiudizi, ma con grande meraviglia. Il bambino è in grado di entusiasmarsi davanti alla fiammella che arde in cima al cerino, perchè in quella fiammella vede vita, ne sente il calore. Il bambino, pone domande, perchè desidera che tutto ciò che lo circonda, gli appartenga e non gli resti sconosciuto. Il bambino, non ha paura di mostrare i suoi sentimenti. L’ uomo adulto, invece, diventa disilluso; niente riesce ad emozionarlo, poche cose riescono a farlo piangere. Prima di agire, l’uomo adulto, calcola tutti i pro e i contro; la spontaneità sembra non appartenergli più. L’uomo adulto, sembra non percepire più il tic- tac del suo cuore.

Vagando per vari pianeti , dall’asteroide 325 al 330, conosce vari uomini: un vecchio re solitario che dà ordini solo in modo da essere sempre ascoltato; un vanitoso che chiede solo di esser ammirato senza ragione; un ubriacone beve per dimenticare la vergogna di bere; un uomo d’affari, passa il suo tempo a contar le stelle credendo che siano le sue; un geografo, non conosce il suo pianeta perché non dispone di esploratori da mandare a visitarlo.

Proprio quest’ultimo personaggio, consiglia al Piccolo Principe, di visitare la Terra; ecco allora, che egli giunge nel deserto del Sahara, dove incontra un pilota d’aerei precipitato lì. Appena il principino lo vede, gli chiede: “Dove vivo io tutto è molto piccolo. Ho bisogno di una pecora. Disegnami una pecora.”

Durante i quattro giorni trascorsi assieme,in attesa che il pilota riesca ad aggiustare il suo veiivolo, il principino gli narra dei suoi viaggi e della sua adorata rosa; incontra una volpe che gli chiede di diventare sua amica e proprio al pilota insegnerà il senso della vita, dell’amore e dell’amicizia.

I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: “Qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?” Ma vi domandano: “Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?” Allora soltanto credono di conoscerlo.”

Oh, piccolo principe, ho capito a poco a poco la tua piccola vita malinconica.

    Per molto tempo tu non avevi avuto per distrazione che la dolcezza dei tramonti.

    Ho appreso questo nuovo particolare, il quarto giorno, al mattino, quando mi hai detto:

    <<Mi piacciono tanto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto..>>

    <<Ma bisogna aspettare…>>

    <<Aspettare che?>>

    <<Che il sole tramonti..>>

    Da prima hai avuto un’aria molto sorpresa, e poi hai riso di te stesso e mi hai detto:

    <<Mi credo sempre a casa mia!…>>

    Infatti. Quando negli Stati Uniti è mezzogiorno tutto il mondo sa che il sole tramonta sulla Francia.

    Basterebbe poter andare in Francia in un minuto per assistere al tramonto. Sfortunatamente la Francia è troppo lontana. Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo. E guardavi il crepuscolo tutte le volte che volevi…

    <<Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatré volte!>>

    E più tardi hai soggiunto:

    <<Sai… quando si è molto tristi si amano i tramonti…>>

    <<Il giorno delle quarantatré volte eri tanto triste?>>

    Ma il piccolo principe non rispose

ECCO IL TRAILER

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