Il Palio di Bomarzo e la tutela dei cavalli

di Chiara Sordini*

Il 25 aprile a Bomarzo,  si svolgerà il Palio di S. Anselmo, un evento che, come tutte le tradizioni di paese, riempie gli abitanti di orgoglio e competizione. La città si divide in contrade, proprio come Siena per i due palii, e a ogni contrada viene assegnato un cavallo; spesso sono gli stessi animali che hanno gareggiato anche a Piazza del Campo.

Al di là del fatto che nessuno spettatore sarà mai coinvolto dalla gara come un abitante del paese, mi domando se queste persone, rappresentate dal binomio cavallo-fantino, abbiano mai pensato al benessere dell’animale che gareggia per loro, che in quel momento è un vero e proprio atleta, in quanto l’equitazione, nelle sue varie discipline, è l’utilizzo sportivo del cavallo da parte dell’uomo.

Tornando indietro nel tempo, i primi disegni nelle grotte che testimoniano l’esistenza del cavallo risalgono ad oltre 20 mila anni fa. Inizialmente l’uomo l’usava come fonte di cibo, e si stima che intorno al 3500 a.C. vennero addomesticati i primi cavalli.

Da allora l’uso del cavallo ha accompagnato la vita dell’uomo, dal lavoro, alle guerre, allo sport. Nella storia greca e romana chi sapeva cavalcare acquistava un valore aggiunto nella società. Da allora il titolo di “cavaliere” divenne espressione di nobiltà e, nei secoli successivi, i nobili furono costretti ad imparare l’arte di equitare per poter partecipare alla vita politica e militare.

Il rapporto che si creò nei secoli tra uomo e cavallo si modificò gradualmente nell’ultimo periodo storico, da quando cioè il motore a scoppio trasformò il modo di viaggiare, lavorare e fare la guerra. Quindi dal ‘900 in poi l’equitazione si trasformò in attività esclusivamente ludico-sportiva, comprendendo varie discipline ed eventi popolari come i palii.

Nel viterbese, oltre al Palio di S. Anselmo, c’è quello di Ronciglione, degli asini a Canepina e Civita di Bagnoregio…

Purtroppo durante queste manifestazioni si sono verificati nel corso degli anni degli incidenti per fantini e cavalli, causati spesso da percorsi poco sicuri. E’ importante mantenere le tradizioni, ma lo è ancora di più rispettare quegli animali senza i quali queste tradizioni non potrebbero esistere.

Spesso viene affermato che la natura del cavallo è quella di correre e saltare, e che quindi gli incidenti possono capitare, come in qualsiasi altro sport.

Il parere di chi scrive è quello che un cavallo in natura, di fronte a una curva a gomito, non sarebbe lanciato al galoppo…sempre che non fosse inseguito da un lupo…

Di positivo c’è che Amministrazioni e organizzazioni già tradizionalmente vicini al tema del benessere cercano di impegnarsi nella tutela e  salvaguardia di questi animali.

Un progetto inteso a perseguire le seguenti finalità:

  1. accreditamento dei proprietari, previa verifica di adeguati requisiti; 
  2. selezione dei cavalli con caratteristiche rispondenti ai parametrici biometrici considerati ottimali per l’impegno da affrontare;
  3. allenamento dei soggetti in gare e corse di addestramento al fine di ottimizzare la preparazione e l’adattabilità al percorso del Palio;
  4. implementazione di un sistema di incentivazione economica per indirizzare i proprietari verso l’acquisto e l’allevamento di cavalli con caratteristiche condivise;
  5. costante monitoraggio degli animali da parte dei veterinari facenti parte dell’apposita Commissione Tecnica Comunale.

 

Nel frattempo voglio augurare una buona Festa a tutti.

*La dottoressa Chiara Sordini vive e lavora a Viterbo. Si è laureata presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia, luogo dove ha prestato tirocinio in una clinica per piccoli animali ed animali esotici. Tornata a Viterbo per un periodo si è occupata anche di animali da reddito. Da circa sei anni incentra il suo lavoro sugli animali da compagnia ed esotici; e da due anni anche sugli animali selvatici in collaborazione col CRAS di Viterbo. Da qualche anno ha intrapreso la specializzazione nel campo dell’ecografia.
Per consigli potete contattarla: sordini.chiara@tiscali.itredazione@tusciaup.com

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