Il no di Rifondazione Comunista alle politiche neoliberiste del governo

Sabato 15 maggio prende il via con presidi in tutta Italia la campagna di Rifondazione Comunista per dire no alle politiche neoliberiste del governo, in difesa dell’occupazione, dei salari, dei redditi e per la ricostruzione del pubblico
La lezione drammatica del Covid non è servita a nulla: il governo Draghi continua con le politiche neoliberiste a esclusivo sostegno dei profitti, affidando il destino del paese alle stesse logiche del mercato che hanno prodotto il disastro economico e sociale che la pandemia ha messo con forza davanti agli occhi di tutti.

Nel Recovery Plan del governo molti sono i miliardi destinati direttamente alle imprese e ad elevare la competitività mentre non sono previsti interventi diretti sul dramma della disoccupazione, dei salari, delle protezioni sociali; tant’è che si prevede il recupero degli occupati del 2019 non prima di tre anni, che nello stesso periodo sia i salari che i consumi sono previsti in calo.

Si ammette che in Italia manca 1 milione di dipendenti pubblici rispetto alla media europea, ma poi si prevede appena il recupero del turnover; non solo non c’è nulla contro la precarietà, ma si assumono lavoratrici e lavoratori precari da lasciare a casa una volta finita l’emergenza; manca totalmente una riforma fiscale che garantisca strutturalmente le entrate indispensabili per garantire protezioni sociali, redditi dignitosi, l’universalità dei diritti, la cura delle persone e dell’ambiente .
Oggi sabato 15 maggio, la prima delle tre giornate in cui si articolerà la campagna, abbiamo diffuso a Viterbo al mercato del Carmine e nel pomeriggio in piazza delle Erbe le nostre proposte per un fisco giusto, una buona e piena l’occupazione, un lavoro e un salario dignitosi come previsto dalla Costituzione. Con noi, portiamo anche una bandiera della Palestina, in ferma condanna della politica criminale del governo di Israele.

Roberta Leoni – Partito della RIfondazione Comunista (Sinistra Europea)
Segreteria Provinciale di Viterbo

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