La scomparsa di Sepulveda: “Il libro è una sorta di finestra aperta sul mondo”

di Cristiana Lamanna

Ho appena appreso della morte di Luis Sepulveda. Maledetto corona virus. Ricoverato da più di un mese presso l’ospedale di Oviedo insieme alla moglie, non ha superato le complicanze da Covid-19.

Lo scrittore cileno ha accompagnato una parte della mia esistenza con i suoi scritti e con la sua filosofia di vita. Sicuramente rileggerò con altri occhi , la gabbianella e il gatto , terra del fuoco e il vecchio che leggeva romanzi d’amore.
Occhi di tristezza perché quando muore uno scrittore, un poeta, muore una parte di noi. Muore la poesia, la fantasia la capacità di adattamento ad un mondo sempre più contorto e astruso .
È sempre stato un sognatore, Sepulveda. Immaginava e sperava un mondo più giusto, senza guerre o tirannie. Senza rivalse o giochi di potere .
Spero , ora che non abita più questa Terra, che il suo desiderio non rimanga utopia e che abbia un finale più bello.
Degno dei suoi romanzi.
Adios amigo. Sit tibi terra levis.
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